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Recovery Fund, i 4 Paesi rigoristi bocciano il mutualismo: solo prestiti una tantum

© AFP 2021 / SAMUEL KUBANICancelliere dell Austria Sebastian Kurz
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Austria, Paesi Bassi, Svezia e Danimarca presentano la controproposta al piano franco-tedesco da 500 miliardi: un prestito a condizioni favorevoli una tamtum, senza mutualizzazione e limitato a due anni, in cambio di profonde riforme nazionali.

I quattro Paesi "frugali" del Nord Europa, Austria, Olanda, Danimarca e Svezia, hanno presentato la loro controproposta al piano Merkel - Macron, come annunciato nei giorni scorsi dal premier austriaco Sebastian Kurz. 

L'Emergency Recovery Fund dei rigoristi non sarà un fondo ma un "loans for loas", ovvero un prestito da restituire, condizionato "a un forte impegno alle riforme e al quadro finanziario", quindi a politiche caratterizzate dal rigore dei conti, un richiamo all'austerity con cui è stata affrontata la precedente crisi economica che ha investito l'Europa. 

I frugali rifiutano uno strumento o misura "che porti alla mutualizzazione del debito o a un significativo aumento del bilancio" dell'Unione europea, come invece chiedono Italia, Spagna, Francia e Portogallo. 

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I prestiti, inoltre, saranno erogati una tantum e in maniera temporanea, con una sunset-clause di due anni, per impedirne la rinnovabilità. Inoltre chiedono alle autorità europee un impegno di vigilanza e monitoraggio, per mettere al riparo i le spese dalle "frodi".

Il prestito di "emergenza" si andrà a sommare agli altri strumenti messi in campo dalla Ue, tra cui il discusso Mes, a cui Spagna, Grecia e Portogallo hanno già detto no, mentre l'Italia ha aperto alla possibilità solo nel caso in cui la Francia dovesse richiederlo.

Il bilancio Ue 

Analoga la posizione dei frugali circa il bilancio Ue 2021-2027. Dicono no allo schieramento di una "potenza di fuoco" per mettere in campo una risposta adeguata alla crisi sanitaria ed economica e chiedono che "i contributi nazionali siano limitati e che rimangano valide le correzioni nazionali". Le risorse da destinare alle politiche anti-pandemiche dovranno essere trovate nelle voci di bilancio con minore priorità. 

Per i rigoristi tali provvedimenti economici rafforzeranno la risposta europea dinnanzi a una prossima crisi economica.

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