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Inps, con decreto Rilancio sospensione contributi per artigiani e commercianti

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Il decreto Rilancio approvato il 13 maggio prevede la sospensione dei contributi per titolari di esercizi commerciali e artigiani. L'Inps ha precisato attraverso un comunicato stampa i requisiti per poter ottenere tale sospensione.

L’Inps ha puntualizzato i requisiti per la sospensione dell’obbligo del versamento relativo ai contributi dovuti dagli artigiani e dagli esercenti di attività commerciali con scadenza il 18 maggio 2020, approvata nel decreto Rilancio.

Per coloro che soddisfano i requisiti richiesti dall'Inps saranno sospesi, per i mesi di aprile e di maggio 2020, i termini dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria.

"L’Inps precisa che la sospensione dell’obbligo del versamento riguarda anche i contributi dovuti dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali con scadenza 18 maggio 2020 (I rata contribuzione sul minimale anno 2020) in presenza dei requisiti di cui ai commi da 1 a 5 dell’articolo 18 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23" si legge nel comunicato stampa dell'Inps.

​Più precisamente, secondo quanto evidenziato nel comunicato stampa dell'Inps che cita l'articolo 18, per ottenere tale sospensione i soggetti dovranno possedere precisi requisiti.

I commi 1 e 2 dell'articolo prevedono che la sospensione dei contributi avvenga "Per i soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento nel mese di marzo 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta e nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta". 

I commi 3 e 4 dispongono invece che la sospensione dei contributi sia valida "Per i soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi superiori a 50 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50 per cento nel mese di marzo 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta e nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del precedente periodo d’imposta".

Nella nota l’Istituto evidenzia che, come previsto dal comma 5 dell'articolo, tra gli esercenti attività commerciali rientrano anche i soggetti iscritti in qualità di soci di società e anche quelli che hanno intrapreso l’attività di impresa, di arte o professione, dopo il 31 marzo 2019.

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