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Silvia Romano, avviata inchiesta per minacce aggravate dall’antiterrorismo

© REUTERS / Italian Ministry of Foreign AffairsSilvia Romano, la cooperante rapita in Kenya e ritrovata in Somalia, è arrivata a Roma
Silvia Romano, la cooperante rapita in Kenya e ritrovata in Somalia, è arrivata a Roma - Sputnik Italia
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Avviata una indagine per le minacce di morte ricevute da Silvia Romano. L'antiterrorismo della Procura di Milano indagherà per minacce aggravate, si pensa al rinforzo della sorveglianza.

L’antiterrorismo della Procura di Milano guidato da Alberto Nobili ha aperto una indagine contro ignoti per l’ipotesi di minacce aggravate ai danni di Silvia Romano, la cooperante italiana liberata in Somalia e rientrata in Italia ieri dopo 18 mesi di prigionia tra il Kenya e la Somalia.

La ragazza, che ha detto di essersi convertita all’Islam durante la prigionia, è stata oggetto di pesanti minacce non solo sui social media, ma anche con messaggi intimidatori e minacce di morte fatti recapitare nei pressi della casa, dove è stato rinvenuto anche un volantino.

Ieri la casa della cooperante è stata presidiata da una volante della Polizia di Stato, da oggi non vi è più presidio ma il passaggio delle volanti è frequente e le “pantere” della polizia rallentano davanti casa di Silvia Romano, riporta l’Ansa.

La famiglia è preoccupata

Uno degli zii della ragazza afferma che la famiglia è preoccupata per la violenza con cui è stata accolta sui social network la conversione di Silvia Romano. Lo riporta il Corriere della Sera, che scrive pure come si temano atti violenti da parte di gruppi radicalizzatisi nelle idee neofasciste e xenofobe.

La situazione non viene sottovalutata dalle forze dell’ordine per l’effetto che la scelta di Silvia ha scatenato sull’opinione pubblica e in particolare sui gruppi più violenti e razzisti.

I vescovi italiani hanno invece mostrato piena vicinanza a Silvia Romano, mentre il critico d'arte Vittorio Sgarbi ne aveva chiesto l'arresto attraverso gli account dei suoi social network personali.

Il 9 maggio il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva annunciato la liberazione di Silvia Romano, la cooperante milanese sequestrata da un gruppo criminale a fini estorsivi in Kenya nel novembre 2018, mentre faceva un'esperienza di volontariato nell'orfanotrofio di Likoni, gestito da un onlus. 

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