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Di Maio smentisce pagamento di riscatto per liberazione di Silvia Romano

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 IT / Filippo AttiliIl Ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, al Dipartimento della Protezione Civile per la riunione del Comitato operativo sul Coronavirus.
Il Ministro degli Affari Esteri, Luigi Di Maio, al Dipartimento della Protezione Civile per la riunione del Comitato operativo sul Coronavirus. - Sputnik Italia
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Il capo della Farnesina è intervenuto sulla liberazione della cooperante italiana, sequestrata per un anno e mezzo da un gruppo criminale jihadista somalo.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha smentito nella maniera più assoluta che dietro la liberazione di Silvia Romano ci sia stato il pagamento di un riscatto, come sostenuto da alcuni opinionisti e politici.

"A me non risultano riscatti", ha affermato il capo della diplomazia italiana alla trasmissione "Fuori dal Coro", in onda questa sera su Rete4.

Riferendosi alle dichiarazioni del portavoce del movimento jihadista somalo Shabaab, affiliato ad Al-Qaeda, che parlava del pagamento di un riscatto dell'Italia per la liberazione, ha risposto:

"perché la parola di un terrorista che viene intervistato vale più di quella dello Stato italiano?"

In merito alle minacce e agli insulti contro la giovane milanese per la sua conversione all'Islam, Di Maio ha chiesto di lasciar ritrovare la serenità ad una persona restata "un anno e mezzo in mano ad una cellula terroristica che arruola i bambini, dei criminali", non escludendo la concessione di una scorta.

"Si sono invece scatenate una serie di minacce che rischiano di farle avere una scorta in Italia dopo che l'abbiamo liberata da una cellula terroristica".

Il 9 maggio il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva annunciato la liberazione di Silvia Romano, la cooperante milanese sequestrata da un gruppo criminale a fini estorsivi in Kenya nel novembre 2018, mentre faceva un'esperienza di volontariato nell'orfanotrofio di Likoni, gestito da un onlus. 

Dopo la liberazione, il leader della Lega Matteo Salvini ha ipotizzato il pagamento di un riscatto, mentre la viceministra degli Esteri Marina Sereni ha rilevato il contributo dei servizi segreti turchi presenti in Somalia per la liberazione della giovane.

L'immagine di Silvia Romano con il velo e l'abito islamico ha fatto infuriare il deputato e noto opinionista e critico d'arte Vittorio Sgarbi, che ha chiesto persino l'arresto per "associazione terroristica".

Proprio ieri Silvia Romano, ora col nuovo nome Aisha dopo la conversione all'Islam, ha fatto ritorno nella sua abitazione a Milano dove vive con i genitori: è stata accolta con fiori e striscioni di 'Ben tornata a casa'. Oggi è stata avviata un'indagine per le minacce di morte ricevute da Silvia Romano.

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