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Produzione industriale in Italia -28,4% a marzo: il peggior dato di sempre

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La produzione industriale in Italia ha subito un crollo a marzo di proporzioni inedite, segnando il peggior risultato dall'istituzione delle serie storiche nel 1990.

La produzione industriale in Italia cala del 28,4% a marzo 2020 rispetto al mese di febbraio, segnando il peggior risultato della serie storica istituita nel 1990. I valori negativi superano anche quelli registrati nel corso della crisi finanziaria del 2008-2009.

Un crollo “senza precedenti” scrive l’Istat diffondendo i dati.

“Tutti i principali settori di attività economica registrano flessioni tendenziali e congiunturali, in molti casi di intensità inedite: nella fabbricazione di mezzi di trasporto e nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori la caduta congiunturale e tendenziale supera ampiamente il 50%”.

Si salvano parzialmente le industrie alimentari, delle bevande e del tabacco che, “considerando la media degli ultimi tre mesi mantengono una dinamica tendenziale positiva”.

I dati dei settori di attività economica

Le variazioni tendenziali negative riguardano in particolare la fabbricazione di mezzi di trasporto (-52,6%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-51,2%), della fabbricazione di macchinari e attrezzature n.c.a. (-40,1%) e della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo (-37,0%) mentre il calo minore si registra nelle industrie alimentari, bevande e tabacco (-6,5%).

La difficoltà nella raccolta dei dati

L’Istat rivela che durante la fase di chiusura delle attività produttive (lockdown), ha riscontrato una “moderata riduzione del tasso di risposta delle imprese”.

Per superare l’emergenza nella raccolta dei dati l’Istat ha messo in campo delle azioni volte a superare le “perturbazioni nella fase di raccolta dei dati” e consentire di avere a disposizione i preziosi dati economici.

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