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Il ruolo della Turchia nella liberazione di Silvia Romano

© Foto : Twitter / Giuseppe Conte Silvia Romano all'aeroporto di Ciampino con Giuseppe Conte
Silvia Romano all'aeroporto di Ciampino con Giuseppe Conte  - Sputnik Italia
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Il ruolo determinante dei servizi segreti turchi nell'individuazione di Silvia Romano in Somalia e nella trattativa per ottenerne il rilascio. La Turchia è molto presente nell'area africana.

Sia il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che il ministro degli Esteri Luigi Di Maio hanno sottolineato la collaborazione dei servizi segreti turchi e della Somalia nella liberazione di Silvia Romano.

Una collaborazione, secondo quanto rivelato da Askanews, che si deve alla presenza della Turchia nel paese somalo dove è collocata una importante caserma militare turca posta proprio accanto a quella dell’Unione Europea nella capitale Mogadiscio.

La presenza della Turchia è capillare grazie anche agli aiuti forniti alla popolazione locale che consentono alle entità turche presenti in Somalia di conoscere il territorio e chi vi abita.

Così gli uomini dell’Aise italiano si sono messi in contatto con il Mit turco per poter giungere ai rapitori di Silvia.

I canali giusti attivati dai servizi italiani e cioè la Turchia e la Somalia con i rispettivi apparati di intelligence, sono serviti a individuare la giovane ragazza di 24 anni.

Il rilascio e il riscatto

La ragazza non è stata liberata con una azione militare, ma rilasciata a 30 chilometri da Mogadiscio.

Secondo le ricostruzioni di stampa sarebbe stato pagato un riscatto. Anche Matteo Salvini crede che sia stato pagato il riscatto, ma non ci sono commenti ufficiali al riguardo da parte del Governo italiano.

Il 9 maggio il presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva annunciato la liberazione di Silvia Romano, la cooperante milanese sequestrata da un gruppo criminale a fini estorsivi in Kenya nel novembre 2018, mentre faceva un'esperienza di volontariato nell'orfanotrofio di Likoni, gestito da un onlus. 

Intanto in precedenza oggi Silvia Romano, ora col nuovo nome Aisha dopo la conversione all'Islam, ha fatto ritorno nella sua abitazione a Milano dove vive con i genitori: è stata accolta con fiori e striscioni di 'Ben tornata a casa'.

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