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Coronavirus, al mondo 50 mila studi per trovare la cura

© REUTERS / Sirpa - Gendarmerie Nationale/F. BalsamoUn medico forense in laboratorio
Un medico forense in laboratorio - Sputnik Italia
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Ricerca scientifica troppo dispersiva, l'Europa sconta l'assenza di una struttura centralizzata che autorizzi gli studi clinici. Lo ha detto il direttore esecutivo Ema.

Manca una centralizzazione della ricerca che riesca a coordinare i vari studi condotti dagli scienziati a livello europeo.  E' quanto pensa Guido Rasi, direttore esecutivo dell'Agenzia Europea per i Medicinali (Ema).

"Complessivamente in tutto il mondo sono stati lanciati circa 50.000 studi clinici per studiare una risposta terapeutica alla pandemia da Covid-19. - ha reso noto Rasi, intervenuto questa mattina a 'Caffè Europa' su Rai Radio1.

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"LEma - ha aggiunto - aveva lanciato un appello alla centralizzazione delle risorse per evitare l'eccessiva dispersione di energie ma è chiaro che solo qualcuno ci ha ascoltato". 

Secondo Rasi, in Europa si sconta la mancanza di una struttura centralizzata che autorizzi gli studi clinici", per cui la dispersione è inevitabile.

Il direttore dell'Ema ha auspicato che nell'anniversario della dichiarazione Schuman, il primo atto concreto dell'integrazione europea, si possa assistere alla "nascita di un'agenzia centralizzata per la ricerca europea", sul modello delle strutture già esistenti negli Usa e in Giappone, "sarebbe una risorsa formidabile per tutto il Continente, sulla falsariga delle strutture già esistenti in Usa e Giappone".

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