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Guardia di Finanza sequestra 36Kg d’oro e 660mila euro in contanti

© Sputnik . Pavel Lisitsin / Vai alla galleria fotograficaLingotti d'oro
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Maxi sequestro di lingotti d'oro e di monete d'oro da investimento da parte della Guardia di Finanza. I sequestri fanno parte di un'operazione contro il traffico transnazionale di valuta.

Maxi sequestro di oro da parte della Guardia di Finanza a seguito di una operazione investigativa volta a disarticolare un sodalizio criminale dedito al riciclaggio di proventi dei delitti tributari e del commercio abusivo di oro.

Guidati dalla Procura della Repubblica di Como, il Nucleo di polizia economico finanziaria di Como ha sequestrato ben 36 chilogrammi di oro detenuti da due persone nella forma di lingotti o di sterline da investimento. Sequestrata anche la cifra considerevole di 660mila euro e 5 autovetture.

Riciclaggio transnazionale di valuta

L’indagine della Guardia di Finanza ha riguardato il traffico transnazionale di valuta, che ha nella provincia di Como trova un suo punto di snodo perché “situata sul confine con la Svizzera, ma si colloca anche a metà strada del crocevia finanziario che collega Lugano a Milano”, spiegano le Fiamme Gialle nel comunicato stampa.

Non si usano più le “pesanti bricolle trasportate da contrabbandieri lungo gli impervi sentieri nei boschi di confine, dunque, ma comode auto cariche di oro e valuta, nascosti in ben occultati doppifondi, guidate da moderni spalloni che corrono lungo la tratta autostradale che unisce i due capoluoghi”, spiegano ancora i finanzieri.

​Un flusso finanziario che riguarda tutta Italia

Le indagini condotte dai finanzieri si sono concentrate in particolare sui “patrimoni di rientro dalla Svizzera”, quelli non dichiarati e non denunciabili alla Dogana.

Durante le indagini sono state segnalate ai reparti locali di Parma, Napoli, Genova e Trento, le posizioni di persone che durante i controlli di frontiera con la Svizzera non dichiaravano il possesso di ingenti quantità di denaro e di beni preziosi.

Come funziona il meccanismo

Il sodalizio arrestato in questa occasione gestiva oltreconfine intermediari finanziari “nella forma per lo più di società fiduciarie o di cambiavalute”. Questi si occupavano “su esplicita richiesta del cliente finale”, del flusso finanziario che passa dalla Svizzera all’Italia, “provvedono dapprima alla monetizzazione dei flussi finanziari esteri e, successivamente, al trasferimento dei fondi mediante spalloni.

Il flusso funziona anche nel senso opposto, con le risorse finanziarie maturate illecitamente o non dichiarate in Italia che vengono trasferite in Svizzera. In questo caso si provvede “al ritiro del contante in Italia, al trasferimento oltreconfine e quindi al versamento in appositi conti correnti, accesi presso specifiche Banche elvetiche, oppure al deposito in cassette di sicurezza “anonime” dislocate non solo all’interno di Istituti di credito ma anche presso uffici cambio”.

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