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Conte sulla Fase 2: ‘Domani si riapre, ma siamo ancora in piena pandemia’

© Filippo AttiliConte a Genova alla cerimonia del varo dell'ultima campata del Ponte sul Polcevera
Conte a Genova alla cerimonia del varo dell'ultima campata del Ponte sul Polcevera - Sputnik Italia
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Inizia la Fase 2, ma siamo ancora in piena pandemia, lo ricorda il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. E sugli scontenti della Fase 2 spiega che se i dati saranno buoni ci saranno concessioni.

Giuseppe Conte vuole assolutamente evitare che si verifichi “un’opera di rimozione sociale” rispetto a quanto l’Italia ha vissuto negli ultimi mesi, a partire da quel 21 febbraio 2020 che ha cambiato la storia dell’Italia contemporanea a poco a poco, rinchiudendola in casa per evitare il contagio.

“Siamo ancora in piena pandemia”, il presidente del Consiglio lo ricorda al giornalista del quotidiano La Stampa a cui ha rilasciato una intervista a poche ore dall’inizio ufficiale della Fase 2.

“Il virus continua a circolare tra noi, siamo ancora in piena pandemia”, lo sottolinea Conte.

Una ripresa scaglionata che ha scontentato

Molti sono rimasti scontenti di come è stato organizzato il cronoprogramma delle riaperture, con bar, ristoranti e parrucchieri rimandati a giugno e i negozi al dettaglio poco prima a metà maggio. Anche la Chiesa cattolica italiana è rimasta scontenta tanto da essere stata la prima a pubblicare un comunicato stampa di dissenso immediatamente dopo l’annuncio del contenuto del Dpcm 26 marzo.

Tuttavia Conte ribadisce che seppur capisce le posizioni di tutti, è necessario “riavviare il circuito economico di beni e servizi meno necessari” consentendo ai clienti di entrarci in sicurezza e con le dovute protezioni.

Una riapertura anticipata è possibile

Conte spiega che gli scorsi giorni il ministro Speranza ha definito le soglie allarme che consentiranno nella Fase 2 di avere uno strumento per valutare con efficacia se le misure adottate funzionano o causano un aumento dei contagi.

“Se nei prossimi giorni avremo risultati positivi potremo anche valutare di anticipare alcune riaperture”, spiega il premier lasciando agli imprenditori che devono ancora incrociare le braccia uno spiraglio di speranza.

La visione di Conte è chiara, non possiamo riaprire “in base a iniziative estemporanee”, possiamo farlo solo basandoci su dati certi e verificati che si agganciano a parametri predisposti a priori. Insomma, affidandoci alla scienza.

La seconda fase delle restrizioni contro il COVID-19

La Fase 2 entrerà in vigore il prossimo 4 maggio, facendo uscire il Paese dal lockdown grazie alla riapertura di grossa parte delle attività produttive e all'allentamento delle limitazioni alla vita sociale, pur conservando l'obbligo della mascherina per uscire e della distanza sociale.

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