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Boris Johnson: erano stati messi in atto piani d'emergenza nel caso fosse morto per il COVID-19

© Sputnik . Justin Griffiths-Williams / Vai alla galleria fotograficaIl primo ministro del Regno Unito Boris Johnson
Il primo ministro del Regno Unito Boris Johnson - Sputnik Italia
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Mentre la pandemia di coronavirus si diffondeva in tutto il Regno Unito, il Primo Ministro Boris Johnson il 26 marzo era risultato positivo e 10 giorni dopo era stato ricoverato in ospedale, con la malattia che alla fine lo aveva costretto in terapia intensiva.

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha rivelato che, mentre era in ospedale combattendo contro COVID-19, erano stati messi in atto dei "piani di emergenza" nel caso in cui non fosse sopravvissuto alla malattia, riferisce The Sun on Sunday domenica.

Durante il suo ricovero al St Thomas' Hospital di Londra, il Primo Ministro ha dichiarato in un'intervista che guardava i monitor con gli "indicatori che andavano... nella direzione sbagliata".

"Era difficile credere che in pochi giorni la mia salute fosse peggiorata fino a questo punto... è stato un momento difficile, non lo negherò. Avevano una strategia per affrontare uno scenario di tipo "morte di Stalin"... non ero in una forma particolarmente buona e sapevo che c'erano piani di emergenza in atto. I dottori avevano tutti i tipi di accordi su cosa fare se le cose fossero andate male... Mi avevano dato una maschera per il viso così mi son ostati dati litri e litri di ossigeno e per molto tempo ho avuto quello e il respiratore nasale".

Guardando indietro, il Primo Ministro afferma di essersi chiesto a un certo punto: "Come ho intenzione di uscire da questo?"

Johnson ha ringraziato lo staff medico per "cure infermieristiche meravigliose", aggiungendo che dopo la sua guarigione si è sentito "fortunato" ed è stato ispirato a evitare ad altri sofferenze simili.

"E così se mi sono chiesto, "Sono spinto dal desiderio di fermare la sofferenza di altre persone?" Sì, lo sono assolutamente, ma sono anche guidato da un desiderio travolgente di rimettere in piedi il nostro paese nel suo insieme, di nuovo in salute, andando avanti in un modo possibile e sono molto fiducioso che ci riusciremo", ha concludo lui.

Il contagio del primo ministro britannico

Dopo esser risultato positivo al coronavirus lo scorso 27 marzo, il premier britannico è stato posto in isolamento domestico. Il 5 aprile è giunto all'ospedale per degli esami. Successivamente, dopo un peggioramento delle sue condizioni il Premier è stato messo in terapia intensiva, tuttavia senza subire la ventilazione polmonare, ma ha ricevuto solo un trattamento standard con l'ossigeno. 

Ieri è stato annunciato che Johnson ha dato al figlio appena nato il nome dei medici che lo hanno salvato e curato dal coronavirus  per omaggiarli.

La Gran Bretagna è stata duramente colpita dall'epidemia di coronavirus nelle ultime settimane. In tutto sono 182.260 i casi positivi, 28.131 i decessi totali. Ieri sono stati registrati 917 morti in un solo giorno a causa del COVID-19

 

 

 

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