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L'Inail riconoscerà come infortunio il contagio del Covid-19 sul posto di lavoro

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Il decesso per Covid-19 di chi ha contratto il virus sul posto di lavoro, verrà considerato a tutti gli effetti una morte bianca. Lo ha detto il presidente dell'Inail.

Contrarre il coronavirus sul luogo di lavoro, non verrà considerato malattia, ma infortunio sul lavoro. A chiarire il dubbio è il presidente dell'Inail, Franco Bettoni.

"Le malattie virali come il Covid-19 sono una causa violenta di malattia e pertanto sono riconosciute come infortunio". Di conseguenza "se una persona ha contratto il virus sul lavoro e poi è deceduta sarà considerata a tutti gli effetti - ha concluso Bettoni - una vittima sul lavoro".

Contagi sul luogo di lavoro 

Un rapporto dell'Inail mostra l'impatto dell'epidemia sul mondo del lavoro. Sono 28 mila i contagi di origine professionale e 98 i decessi denunciati dal primo marzo al 21 aprile. Il settore più colpito è quello dei tecnici della salute, che comprende infermieri e fisioterapisti (47% dei contagi), seguono operatori socio-sanitari (18,9%), medici (14,2%), operatori socio-assistenziali (6,2%) e il personale non qualificato nei servizi sanitari e di istruzione (4,6%).

Dal rapporto emergerebbe che i contagi non avvengono tanto in fabbrica, quanto negli ospedali e in strutture sanitarie. Il 35,1% dei casi di contagio sul luogo di lavoro sono avvenuti in Lombardia.

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