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Sassoli, in Europa il tempo del rigore è finito

© Foto : CC-BY-NC-SA 3.0 IT / Filippo AttiliIl Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, incontra il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli
Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, incontra il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli - Sputnik Italia
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Finito in Europa il tempo del rigore e l'Ue ci potrebbe mettere fino a 3mila miliardi di euro. Così si è espresso il presidente del Parlamento europeo David Sassoli.

Lo ribadisce ancora una volta il presidente del Parlamento Europeo David Sassoli, il tempo del rigore in Europa è terminato.

Ed il Consiglio europeo che si è tenuto in videoconferenza lo scorso 23 aprile “è stato importante perché ha segnato la fine della stagione del rigore e di” una Ue distante dai cittadini e che non ascoltava, così il presidente del Parlamento Ue intervistato da La Repubblica quest’oggi.

E poi bolla come “irresponsabili” i sovranisti e li considera persone che “parlano a vanvera” solo per diffondere una propaganda antieuropea. Ma questo, sottolinea Sassoli, è un momento nel quale “i cittadini necessitano di sincerità e risposte concrete”.

Dall’Ue 3mila miliardi

“Il discorso è chiaro: qui serviranno fino a tremila miliardi per dare ai cittadini europei le risposte che servono. La situazione è grave e il tempo del rigore, in Europa, è un tempo finito. Servono risposte immediate, e a Bruxelles le stiamo dando.

E' però fondamentale che i singoli Paesi organizzino rapidamente i loro piani per la ricostruzione!”

Così diceva il presidente Sassoli giovedì scorso intervistato dal Tg3, a poche ore dal Consiglio Europeo.

Sassoli a favore del Mes

La posizione di Sassoli sulla nuova linea di credito del Mes è nota, egli è a favore perché non prevede condizionalità.

La nuova linea di credito per coprire le spese sanitaria nate a seguito dell’emergenza pandemica, “non avrà nulla a che vedere con quello applicato alla Grecia”.

Non si verificheranno, secondo il presidente del Parlamento Ue, situazioni di austerità.

Il Mes e la nuova linea di credito

Il Meccanismo europeo di stabilità originariamente prevedeva sei linee di credito dedicate a sei ambiti specifici dell’economia degli Stati dell’Ue:

  1. prestito con un programma di riallineamento macroeconomico;
  2. acquisti sul mercato primario;
  3. acquisti sul mercato secondario;
  4. linea di credito precauzionale;
  5. prestiti per la ricapitalizzazione indiretta delle banche;
  6. ricapitalizzazione diretta delle istituzioni.

La prima di queste linee di credito è stata utilizzata da ben quattro Paesi Ue: Irlanda, Portogallo, Grecia e Cipro. La quinta linea di credito è stata utilizzata dalla Spagna.

Ora viene istituita una settima linea di credito straordinaria e temporanea, dedicata alla pandemia, con l’obiettivo di coprire le spese sanitarie affrontate dai Paesi per contrastare la diffusione del virus sul proprio territorio nazionale. Tale linea di credito nascerà senza condizionalità, se non quella della restituzione con gli interessi del capitale richiesto.

I Paesi Ue possono accedere al Mes perché vi hanno contribuito con propri fondi economici che ne hanno costituito il fondo di garanzia. L’Italia è tra i maggiori contributori.

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