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Coronavirus, denuncia dell'OMS: in Europa una morte su due in case di riposo

© Sputnik . Konstantin Mikhalchevsky / Vai alla galleria fotograficaIl test su coronavirus condotto a Sinferopoli
Il test su coronavirus condotto a Sinferopoli - Sputnik Italia
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L'organizzazione stessa delle strutture e le modalità di assistenza agli anziani hanno fornito dei "percorsi" per la diffusione del virus. Lo ha dichiarato il direttore regionale dell'Oms.

La metà delle morti in Europa di COVID-19 è avvenuta nelle RSA. A lanciare l'allarme è il direttore regionale dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per l'Europa, Hans Kluge, durante una conferenza stampa virtuale su Covid-19.

"Vorrei parlare del quadro profondamente preoccupante che sta emergendo nelle strutture di assistenza a lungo termine nella Regione europea e nel mondo nelle ultime settimane. Secondo le stime europee, - ha dichiarato - fino alla metà dei decessi avvenuti per Covid-19 si è registrata in questi luoghi. Questa è una tragedia umana inimmaginabile". 

"Ugualmente preoccupante - ha sottolineato Kluge - è il modo in cui operano tali strutture di cura, il modo in cui i pazienti ricevono assistenza, che sta fornendo percorsi per la diffusione del virus. E' importante ricordare che anche le persone molto anziane e fragili, affette da molteplici malattie croniche hanno buone possibilità di guarigione se vengono ben curate".

Ma lo scenario potrebbe essere ancora più inquietante. I morti per Covid-19 nelle case di riposto, potrebbero essere superiori a quelli ufficiali. Molti ospiti delle RSA sarebbero morti con sintomatologie ascrivibili all'infezione da nuovo coronavirus, ma non senza tampone, non sono stati registrati come decessi covid. 

RSA in Italia e Spagna

Alcuni giorni fa, Silvio Brusaferro, presidente del ISS, ha reso noto la cifra dei decessi nelle case di cura e riposo per anziani e persone non autosufficienti. Dal primo febbraio 2020 sono morte tra 6.000 e 7.000 persone nelle residenze di cura, una cifra che corrisponde al 7% del totale degli ospiti. 

Secondo Graziano Onder, del Dipartimento di Malattie Cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento dell'Istituto Superiore di Sanità, il 40% dei defunti presentava i sintomi dell'infezione da Sars-Cov2, ma "è difficile distinguere fra influenza e Covid-19". 

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Anche in Spagna potrebbero esserci 6.000 decessi in più, la quasi totalità avvenuta nelle RSA. Secondo i dati riportati in un documento della Comunità Autonoma di Madrid citato dal quotidiano spagnolo El Paìs, sarebbero almeno 13.911 persone morte dopo essere risultate positive o aver manifestato i sintomi del covid-19. Di questi solo 7.577 decessi sono avvenuti negli ospedali e compaiono nelle statistiche ufficiali. 

Mentre le persone decedute sarebbero 5.558 nelle case di riposo, 761 nei propri domicili e 15 in altri luoghi. Questi casi non sarebbero stati inclusi nei bollettini ufficiali per mancanza di accertamento con test diagnostico. 

Inadeguatezze nelle RSA

L'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera, ha ammesso le inadeguatezze delle RSA nella gestione dell'emergenza. 

"I controlli ci sono stati, le Ats avevano il compito di sorvegliare e adesso stiamo andando a verificare situazione per situazione. E' chiaro che, forse, quello delle Rsa è un modello che non ha le capacità per gestire pazienti Covid", ha dichiarato. 
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