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La genetica scopre nuovi particolari sull’origine degli europei

© AP Photo / Daniel KarmannFred the Skeleton
Fred the Skeleton - Sputnik Italia
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Un'analisi genomica su antichi resti umani ha mostrato che alla fine del Neolitico molte persone arrivarono in Europa dalle steppe pontico-caspiche e si mescolarono con la popolazione locale gettando le basi della nazione europea.

La ricerca archeologica, pubblicata sulla rivista Nature Communications, suggerisce che alla fine del Neolitico, la popolazione dell'Europa centrale aumentò bruscamente. Gli scienziati trovano ovunque insediamenti di questo periodo - dalle rive dei laghi e delle paludi alle valli alpine interne, ai passi di alta montagna. La Svizzera è particolarmente ricca di reperti di questo periodo.

Verso la fine del Neolitico, la cosiddetta ‘Cultura dell’ascia da combattimento’, detta anche ‘Cultura della ceramica cordata’, si diffuse in tutta l'Europa centrale, dalla Francia alla Russia. Il suo sviluppo coincide nel tempo con l'arrivo in Europa di un gran numero di allevatori di bestiame provenienti dalla steppa del Mar Nero e del Caspio, dove a quel tempo si diffuse un'altra antica cultura, a cui l'archeologia ha dato il nome di Cultura di Jamna, chiamata anche ‘Cultura della tomba a fossa’.

L'arrivo di nuovi popoli della steppa e il loro mescolarsi con la popolazione fu uno degli eventi più importanti nella Storia europea antica, ma il tempo esatto di questa migrazione e il meccanismo di mescolanza sono sempre rimasti poco chiari.

In questo nuovo studio, scienziati provenienti da Germania, Francia, Svizzera e Australia, guidati da ricercatori dell'Università di Tubinga in Germania, dall'Università di Berna in Svizzera e dal Max Planck Institute of Natural Sciences in Germania, hanno sequenziato 96 antichi genomi da reperti in 13 località in Svizzera, Germania meridionale e nella regione alsaziana della Francia, risalente alla fine del Neolitico e agli inizi dell'età del bronzo.

I risultati hanno finalmente dato una possibilità di datazione al fenomeno, mostrato che i primi rappresentanti genetici della nuova cultura europea apparvero nel 2800 a.C. Inoltre, la ricerca ha mostrato che la diffusione della nuova comunità fu un processo molto lungo. Per molto tempo, sul territorio dell'Europa centrale, convissero parallelamente due popolazioni geneticamente diverse tra loro e la miscelazione avvenne in maniera molto graduale.

Talmente graduale che gli autori dello studio ipotizzano che in remote valli alpine, a cercar bene, potrebbe forse essere possibile trovare ancora oggi piccole comunità senza segni di commistione nel loro DNA con questa antica migrazione proveniente dalle steppe.

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