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Editoria: 70% editori verso la cassa integrazione, 21.000 in meno i titoli pubblicati

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Il mondo dei libri e dell'editoria italiana ha subito notevoli perdite a causa della pandemia da Coronavirus. I dati, raccolti il 15 aprile, dimostrano come i 2/3 degli editori abbiano programmato la cassa integrazione per superare il periodo di difficoltà e si stimano oltre 21.000 titoli non pubblicati.

Secondo quanto riporta un comunicato stampa dell'AIE, Associazione Italiana Editori, la situazione dell'editoria durante il periodo di emergenza Coronavirus continua a peggiorare.

"Sempre più editori ricorrono alla cassa integrazione, le nuove uscite vengono riprogrammate e cresce il numero di chi si dice preoccupato dalla crisi: l’emergenza sanitaria travolge la filiera del libro secondo l’ultima rilevazione (la terza, riferita ai dati raccolti al 15 aprile) dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sull’impatto che il Covid-19 avrà quest’anno sull’intera editoria italiana" si legge nel comunicato stampa di AIE.

"In quindici giorni – dal 30 marzo al 15 aprile – si passa da un 31% che iniziava a farvi ricorso a un 52%. Nel complesso tra chi vi sta già facendo ricorso e chi «non ancora, ma ci sta pensando» (o magari sta espletando la documentazione) dal 64% di fine marzo si passa in quindici giorni al 70% delle imprese" spiega AIE nel comunicato riguardo alle percentuali di editori che fanno ricorso alla cassa integrazione per sopperire alla crisi.

"Per il periodo maggio-agosto la percentuale di chi decide di temporeggiare con le uscite rimandandole ulteriormente sale al 42% (era il 34% il 30 marzo). Si punta in modo particolare sull’ultima parte dell’anno: solo l’8% degli editori, in calo rispetto alle precedenti rilevazioni (era il 13% il 30 marzo), immagina di rinviare i titoli di settembre-dicembre, sperando in un recupero natalizio. Ad oggi, anche se si concretizzerà il recupero, questo si tradurrà in 21mila titoli pubblicati in meno nel corso dell’intero anno, 12.500 novità in uscita bloccate, 44,5 milioni di copie che non saranno stampate e 2.900 titoli in meno da tradurre", afferma AIE, aggiungendo che per ora solo gli ebook riescono a mantenersi attivi attraverso il mercato online.

Nel frattempo, dal 14 aprile, numerose librerie, cartolibrerie e negozi di abbigliamento per bambini sono stati riaperti secondo il DPCM del 10 aprile con le dovute misure di sicurezza, anche se non su tutto il territorio italiano. La riapertura di queste attività è infatti proseguita in modo diverso in base alle varie regioni.

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