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La Bulgaria dice stop alle pere argentine: il ministro della difesa ordina di comprare locale

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La Bulgaria ha bisogno di adottare misure per proteggere la sua agricoltura, ha detto il Ministro della difesa Krasimir Karakachanov.

Il Ministro della difesa bulgaro Krasimir Karakachanov è preoccupato per l'agricoltura interna del proprio paese, viste le grandi quantità di prodotti importati.

"Prima di tutto, non è normale che l'80% dei prodotti agricoli in Bulgaria venga importato. Per la Bulgaria, che fino al 9 settembre 1944 alimentava tutta l'Europa centrale e poi tutta l'Europa Orientale, importare fagioli, lenticchie, aglio dalla Cina, importare pomodori dalla Giordania, dove viene lavorato solo il 5% dell'area, importare pomodori dalla Turchia, importare pere dall'Argentina – perché stiamo facendo questo, mi chiedo? Questo è assurdo", ha detto il ministro della difesa in un'intervista su bTV.

Il Coronavirus ha abolito il principio della libera circolazione delle merci all'interno dell'UE, ha affermato Karakachanov.

"La libera circolazione si è fermata. Cosa dobbiamo fare quando la libera circolazione delle merci è difficile? Ciò che sta accadendo è l'aumento dei prezzi. Se questa crisi continua, potrebbero esserci problemi con il cibo", ha spiegato il ministro della difesa.

A questo proposito, ha detto, è necessario limitare l'importazione di prodotti stranieri quando arriva il momento di raccogliere frutta e verdura.

"In modo che i prodotti della produzione agricola bulgara possano essere venduti. [...] In secondo luogo - e questo, a proposito, è stato disposto dal Parlamento su richiesta del ministro dell'economia e del ministro dell'agricoltura di sospendere temporaneamente l'importazione, ad esempio, delle ciliegie dall'Argentina, quando le ciliegie maturano in Bulgaria.

Lasciare che i bulgari vendano i loro beni e non mangino prodotti che non si sa come siano stati coltivati, ma sono un po' più economici. Dobbiamo fornire il mercato bulgaro con pomodori bulgari. Sì, la stagione è più breve qui: quando finisce, possiamo aprire il mercato delle importazioni.

Ma quando i tuoi prodotti sono maturi, quando devi permettere ai tuoi cittadini di guadagnare su ciò in cui hanno investito il lavoro, "ucciderlo" è da dementi", ha concluso Karakachanov.

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