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Coronavirus, Galli: "Troppo presto riaprire il 4 maggio, test del governo inadatto"

© Sputnik . Konstantin Mikhalchevsky / Vai alla galleria fotograficaIl test su coronavirus condotto a Sinferopoli
Il test su coronavirus condotto a Sinferopoli - Sputnik Italia
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Secondo il virologo non ci sono i tempi per effettuare i tamponi a milioni di italiani, mentre si potrebbero tentare più semplici soluzioni aziendali con gli screening a pungidito.

“Il test nazionale ideato dal Governo non è utile per riaprire il 4 maggio”. A dirlo è il professor Massimo Galli, dell'Ospedale Sacco di Milano, dalla prima linea della lotta al  COVID-19. Il punto è, spiega il virologo in una intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano, che per le diagnosi da effettuare in un'ottica di riapertura in sicurezza delle attività produttive, sono necessari tempi lunghi per via delle analisi in laboratorio. 

Il 4 maggio è "una data a gravissimo rischio", prosegue il professore del Sacco, e potrebbe diventarlo "dieci volte di più se non mettiamo in campo misure su base aziendale”.

Secondo il medico “se lo scopo è mettere in condizione le imprese di ripartire“ ci sono almeno due problemi: da un lato “non abbiamo un’organizzazione per fare a breve termine la veni-puntura a tutti i lavoratori “, dall'altro “non abbiamo nessun test sierologico la cui positività che garantisca l’assenza di virus nei secreti del malato”.

Sarà dunque indispensabile effettuare i tamponi a tutti i positivi, pertanto "il prelievo in laboratorio allungherà i tempi rispetto al pungidito". Non è possibile "mettere in poche settimane milioni di italiani in fila per la puntura del braccio per poi portare il campione in laboratorio". Al limite al livello aziendale, suggerisce Galli, si potrebbe effettuare lo screening con il pungidito. 

La soluzione potrebbe essere quella di mettere in campo diversi test: "il kit rapido su larga scala e poi i tamponi e il prelievo venoso ai positivi al kit. Se devo abbattere un muro e non ho ancora il martello pneumatico comincio con il piccone, dopo avere accertato che abbia il manico e la punta, non aspetto il meglio che è nemico del bene”.

Il numero dei casi di Covid-19 in Italia dall'inizio dell'epidemia ha raggiunto 108.237. Il numero delle vittime è cresciuto a 24.114 mentre quello dei guariti è ora di 48.877, come riferito nella serata di ieri dal capo della Protezione civile Angelo Borrelli.

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