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Ci sarebbero ceppi di coronavirus più aggressivi (come in Italia) e altri meno - scienziati cinesi

© REUTERS / NIAID-RMLUna cellula infetta dal coronavirus vista sotto il microscopio
Una cellula infetta dal coronavirus vista sotto il microscopio - Sputnik Italia
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La patogenesi di COVID-19 può variare a seconda del ceppo del suo patogeno, il coronavirus SARS-CoV-2, hanno scoperto i ricercatori dell'Università di Zhejiang.

Gli scienziati hanno studiato campioni di varie mutazioni di coronavirus rilevate in 11 pazienti di Hangzhou e hanno analizzato la velocità con cui i diversi ceppi penetrano nelle cellule umane e le distruggono. Il lavoro, pubblicato in prestampa sul portale scientifico specializzato MedRxiv, dimostrerebbe come le mutazioni più aggressive siano quelle diffusesi in Italia e Spagna mentre, quelle meno attive, sarebbero quelle rilevate negli Stati Uniti, in particolare nello Stato di Washington.

Al contempo, il New York Times, citando il genetista Harma van Bakel della Icahn School of Medicine at Mount Sinai (scuola privata di medicina di Manhattan), ha riferito che la maggior parte dei casi di Covid-19 a New York, epicentro dell'infezione negli Stati Uniti, proveniva dall'Europa. Ad una conclusione simile è arrivato anche un gruppo di studiosi della Grossman School of Medicine della New York University.

Gli autori dello studio dell'Università di Zhejiang affermano di essere stati i primi a dimostrare che una mutazione del coronavirus può portare a un cambiamento nella patogenesi della malattia. Secondo i loro rilievi i ceppi più aggressivi dell'agente patogeno COVID-19 sarebbero in grado di raggiungere 270 volte la carica virale rispetto ai ceppi più deboli.

I ricercatori sostengono però anche che le mutazioni più deboli di coronavirus non significherebbero necessariamente un ridotto rischio di morte per la malattia che causano a tutti i gruppi di persone. Due pazienti di Zhejiang, di circa 30 e 50 anni, pur essendo stati infettati da un virus con mutazioni deboli, sono risultati gravi. Alla fine, entrambi si sono ripresi, ma il paziente più anziano è stato sottoposto a terapia intensiva.

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