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Mascherine chirurgiche a un euro: fissati i prezzi contro lo sciacallaggio

© AFP 2021 / Miguel MedinaLa produzione delle mascherine in Italia
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Durante le settimane dell'emergenza, il prezzo delle mascherine è lievitato. Adesso potrebbe essere fissato un tetto ai prezzi per evitare che analoghe speculazioni avvengano nella fase 2.

Durante la fase 2 diventerà fondamentale utilizzare le mascherine fuori casa e nei luoghi di lavoro. Sinora questi dispositivi sono stati di difficile reperibilità e chi è riuscito a trovarle è stato costretto a pagare prezzi esorbitanti.

L'ipotesi che sta emergendo è quella di fissare un prezzo massimo di vendita, per evitare lo sciacallaggio dei furbetti. 

Gli esperti sarebbero già al lavoro, secondo le indiscrezioni riportate da Quotidiano.net, sulla definizione del tetto massimo, che per le mascherine chirurgiche non dovrebbe superare un euro. 

 “Presto – aveva detto - fisseremo un prezzo massimo. Le vergognose speculazioni a cui abbiamo assistito non devono più ripetersi” - aveva detto nei giorni scorsi Domenico Arcuri, commissario per l'emergenza coronavirus

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Il governo potrebbe adottare un decreto per fissare un prezzo anti-speculazione, ma per adesso resta in vigore quanto stabilito dall'ordinanza del 9 aprile firmata da Arcuri, che vieta nelle farmacie la vendita di una mascherina ad un prezzo superiore al totale della confezione, diviso il numero dei pezzi. Quindi se in una confezione da 10 euro ci sono 10 pezzi, le mascherine potranno essere vendute a non più di un euro. 

Come si fissa il prezzo massimo delle mascherine

Il prezzo di vendita è dato dal costo di produzione più il margine di guadagno che ogni operatore trattiene ad ogni passaggio. Le mascherine sinora sono state per lo più importate dalla Cina, quindi al costo di produzione, che secondo i fabbricanti è di circa 20-30 centesimi, si deve aggiungere un 10-15% che l'importatore trattiene per sè. Una percentuale analoga va al grossista. Le mascherine finiscono sul banco della farmacia dopo aver subito un ulteriore rincaro del 20-25% che corrisponde al margine di chi vende al dettaglio. 

In questo modo si arriva al prezzo di un euro, una cifra più alta rispetto ai prezzi pre-emergenza sanitaria (dovuto all'aumento notevole della domanda), ma decisamente distante dalle richieste dei venditori delle scorse settimane, che hanno venduto le mascherine da 3,50 euro sino a 10 euro l'una.

 

 

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