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Storico smentisce violenze dell'Armata Rossa sui civili tedeschi durante fasi finali guerra

© Sputnik . Sergey Pyatakov / Vai alla galleria fotograficaНа 43-м Российском Антикварном Салоне в Центральном доме художника на Крымском Валу
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Le accuse secondo cui soldati e ufficiali dell'Armata Rossa si sarebbero macchiati di saccheggi e violenze contro la popolazione civile tedesca nel 1945 sono un mito, questo tipo di comportamento veniva duramente represso dal controspionaggio militare sovietico SMERSH.

Lo ha raccontato in un'intervista con Sputnik il ricercatore senior dell'Istituto di Studi di Storia Militare dell'Accademia Generale del comando centrale delle forze armate russe, l'ufficiale dell'Fsb in congedo e dottore in scienze storiche Alexander Zdanovich.

Il 19 aprile ricorre l'anniversario della fondazione dell'unità di controspionaggio militare sovietico SMERSH (acronimo di "Morte alle Spie). Secondo gli esperti, è stato il miglior controspionaggio della Seconda Guerra Mondiale. Durante la sua esistenza, SMERSH assicurò il buon esito di tutte le operazioni offensive dell'Armata Rossa, battendo i servizi segreti tedeschi e neutralizzando un gran numero di agenti e sabotatori tedeschi.

Nell'intervista Zdanovich ha affrontato la questione dei saccheggi e delle violenze sui civili, che i militari sovietici presumibilmente avrebbero perpetrato durante la liberazione della Germania dal nazismo nella primavera del 1945.

"Si tratta di uno sporco mito diffuso da personaggi liberali nei primi anni '90", ha detto Zdanovich.

Proprio la scoperta di episodi di saccheggio e violenza contro la popolazione locale era uno dei compiti dei gruppi operativi SMERSH durante l'offensiva su Berlino, ha aggiunto.

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"La cosa principale proclamata negli ordini del comandante supremo Iosif Stalin era che l'Armata Rossa era arrivata in Germania non come conquistatore, ma in qualità di liberatore, pertanto occorreva comportarci di conseguenza", ha ricordato Zdanovich.

"Ma ogni famiglia ha le sue pecore nere. La guerra è la guerra, ci sono gli eccessi. Sì, ci sono stati alcuni episodi, ma i colpevoli di questi crimini venivano puniti con la fucilazione. Non veniva data tolleranza a nessuno", ha detto l'interlocutore dell'agenzia.

"E devo dire in modo inequivocabile, sulla base di documenti relativi all'operazione di Berlino: non ci sono stati saccheggi di massa e violenze sulla popolazione locale", ha sottolineato Zdanovich.

In precedenza il presidente russo Vladimir Putin aveva esortato a difendere la verità storia sui fatti della Seconda Guerra Mondiale dalle mistificazioni e manipolazioni di alcuni politici e storici in Occidente.

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