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Bonetti, ‘un figlio non è una tantum, ho proposto assegno fino a 14 anni’

CC BY 3.0 / Governo Italiano / Elena Bonetti governo 2019Elena Bonetti, ministra delle Pari opportunità e della Famiglia
Elena Bonetti, ministra delle Pari opportunità e della Famiglia - Sputnik Italia
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Il ministro della Famiglia Elena Bonetti presenta le sue proposte di supporto alla famiglia. Assegno da aprile a dicembre e rete di supporto per i figli mentre i genitori lavorano.

Un assegno per ogni figlio a carico fino a 14 anni d’età, da aprile a dicembre e diversificato in base al reddito Isee.

Questa la proposta del ministro della Famiglia Elena Bonetti avanzata al Governo, che la prossima settimana dovrà approvare il decreto d’Aprile slittato in prossimità dell’inizio del prossimo mese.

160 euro per redditi inferiori a 7 mila euro, 120 euro per redditi tra i 7 mila e i 40 mila euro, 80 euro per i redditi superiori.

Una offerta di sostegno all’educazione e di custodia

Il ministro scrive in un post sulla pagina Facebook che è al lavoro per “per strutturare un’offerta di sostegno all’educazione e alla custodia dei figli: congedi parentali estesi, voucher baby sitter, ma anche creazione di una rete che coinvolga terzo settore, volontariato, comuni, per aiutare concretamente le famiglie e offrire occasioni di attività ludiche, ricreative, motorie, appena il lockdown sarà terminato.”

Alle famiglie occorrono garanzie e risposte concrete e tempestive, che le sostengano nella responsabilità inderogabile che i genitori hanno verso i figli. Non servono promesse, ma prontezza d'impegno e la certezza di una comunità Paese che le supporta”, scrive il ministro Bonetti.

“Mai come ora l’educazione delle giovani generazioni deve essere responsabilità di tutti. Sono i pilastri anche del Family act, che dovrà diventare la misura strutturale su cui costruire in modo solido e stabile un nuovo paradigma delle politiche familiari dal 2021”, in poi.

Questo l’auspicio del ministro della Famiglia Elena Bonetti.

Una risposta in pratica a quanti facevano notare che se le scuole resteranno chiuse e le persone potranno tornare a lavorare, le famiglie non sapranno a chi lasciare i figli perché in qualche modo la scuola oltre a svolgere una funzione educativa, svolge anche una funzione indiretta di i figli impegnati mentre i genitori lavorano.

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