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Banca d’Italia, alle imprese servono trasferimenti diretti da parte del governo - Studio

© Evgeny UtkinLa sede di Banca d'Italia a Piacenza, dove si è svolta la conferenza stampa
La sede di Banca d'Italia a Piacenza, dove si è svolta la conferenza stampa - Sputnik Italia
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La Banca d'Italia propone 3 obiettivi di politica economica per sostenere nel breve, medio e lungo periodo la liquidità, la sopravvivenza e la ripresa delle imprese italiane.

La Banca d’Italia ha pubblicato un nuovo studio, questa volta dedicato alle imprese che prendono a prestito denaro dalle banche con le garanzie date dallo Stato.

Secondo Banca d’Italia, questa pratica, che è stata attivata anche da altri grandi Paesi industrializzati cone gli USA, e la Spagna, rischia di non essere sufficiente a fare fronte alle perdite delle imprese.

Banca d’Italia scrive infatti come sia “giudizio pressoché unanime che una parte delle perdite subite dalle imprese non sarà recuperabile.” Per tale motivo le imprese si potrebbero ritrovare in cattive condizioni nei prossimi anni. E anche se dovessero essere in grado di onorare il nuovo debito, le banche potrebbero rifiutarsi in un momento successivo di erogare ulteriori prestiti privi delle medesime garanzie date dallo Stato.

Quindi la misura sposta solo in avanti un problema che probabilmente si ripresenterà. Ma il problema non è solo questo, perché molte imprese potrebbero anche ritrovarsi nella condizione di non riuscire a onorare il nuovo debito, specialmente se ne hanno già uno o più attivi.

Tre misure di politica economica

La Banca d’Italia suggerisce al governo di mettere in atto tre misure di politica economica:

  1. Nel breve termine trasferire fondi diretti alle imprese per compensare la perdita di fatturato e coprire le spese operative. Qui la Banca d’Italia espressamente suggerisce al governo italiano di mettere in campo “trasferimenti aggiuntivi a fondo perduto” che eviterebbero fortemente la necessità delle imprese di indebitarsi verso il sistema finanziario.
  2. Nel medio termine andrebbe creato “un veicolo con capitale pubblico per la ristrutturazione di debiti delle imprese medio-grandi”. In pratica sarebbero i governi (non pensando solo all’Italia) ad “acquistare dalle banche i prestiti concessi per le esigenze di liquidità delle imprese”. “ Il veicolo sarebbe finanziato con risorse patrimoniali pubbliche e con debito a lungo termine collocato sul mercato.”
  3. Nel medio termine andrebbero introdotti “incentivi fiscali per la ricapitalizzazione delle imprese”. “Il governo potrebbe introdurre forti incentivi fiscali per la ricapitalizzazione delle imprese, ad esempio attraverso una ACE “rinforzata”.

Si eviterebbe così quel rischio di default di massa paventato dal governatore di Banca d'Italia Ignazio Visco, intervenuto ieri 16 aprile allo Spring meeting del Fmi in videoconferenza.

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