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Presidente Camera Fico risponde a Salvini: Conte non è fuorilegge a Bruxelles

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Roberto Fico - Sputnik Italia
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In un'intervista concessa in esclusiva all'agenzia Vista, il presidente della Camera è intervenuto rispondendo alle accuse del leader della Lega Matteo Salvini, che aveva evocato l'intervento del presidente Mattarella per non consentire al premier Conte di recarsi ai negoziati di Bruxelles senza il voto del Parlamento.

Il presidente della Camera Roberto Fico non rileva nessuna forzatura della legge nella partecipazione senza il voto del Parlamento del premier Conte ai negoziati nel Consiglio Europeo per decidere la modalità del sostegno di Bruxelles sullo sfondo della pandemia di COVID-19, rispondendo così al leader del Carroccio Matteo Salvini, che in giornata aveva sostenuto l'esatto contrario.

"Se ci fosse stato qualcosa fuori dalla legge sarei intervenuto io in prima persona. Non sono intervenuto perché non c'è niente fuori dalla legge. La capigruppo con un orientamento assolutamente maggioritario ha deciso di mettere in calendario per martedì l'informativa urgente del presidente del Consiglio", ha dichiarato nell'intervista all'agenzia Vista.

Allo stesso tempo il presidente della Camera ha voluto sottolineare che l'Italia non farà come la Grecia e il Mes di cui si discute è completamente diverso da quello che abbiamo visto e in campo ci sono strumenti importanti con tanti miliardi di euro.

"Ci sono tanti strumenti che man mano stanno avanzando oltre al Mes. Strumenti importanti con tanti miliardi di euro che possono essere messi in campo, soprattutto tramite la Banca centrale europea che è la strada maestra. Voglio tranquillizzare tutti: il Mes che abbiamo conosciuto per la gestione delle crisi greca non verrà mai usato in questo modo dal nostro Paese".

Mes contro coronabond

Nell'Eurogruppo c'è unanimità per affrontare insieme le conseguenze deleterie economico-sociali che ha provocato la pandemia di coronavirus, ma si dibatte ancora sulle ricette da usare per superare la situazione d'emergenza dal punto di vista economico.

Da una parte ci sono Germania e Olanda, sostenuti dai Paesi "virtuosi" del Nord, convinti che per affrontare la crisi si possa sfruttare il Mes, aprendo eventualmente a qualche modifica del meccanismo. Dalla parte opposta ci sono gli altri Paesi guidati da Francia e Italia, convinti che per affrontare la crisi bisogni ricorrere a metodi innovativi come i coronabond, richiamandosi ai principi di solidarietà e spirito comune propri dell'Unione Europea.

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