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Il coronavirus fa aumentare le violenze domestiche, l’App YouPol della Polizia in soccorso

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Polizia di Stato e Telefono Rosa accanto alle donne e ai bambini vittime di violenza tra le mura domestiche anche e in particolare in questo periodo di lockdown. Gli strumenti digitali per chiedere aiuto.

Lo stare al sicuro in casa contro il nuovo coronavirus è per alcune donne e bambini in realtà un incubo, spesso ben peggiore del virus stesso.

Come più volte rilanciato in queste settimane dai media, il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese e i prefetti si sono mossi per garantire assistenza alle donne che subiscono violenza tra le mura domestiche.

Il lockdown, infatti, non favorisce chi è vittima di violenza in famiglia perché costringe tutti a vivere sotto lo stesso tetto, tra le mura domestiche che dovrebbero essere un porto sicuro contro ogni avversità e che invece si trasformano in una gabbia ora ancora più asfissiante.

Anche l'ONU settimane fa aveva lanciato l'allarme a livello internazionale.

Difficile chiedere aiuto

Se chi ti usa violenza è in casa con te tutto il giorno è difficile trovare lo spazio e il tempo per chiedere aiuto, è questa la denuncia anche del Telefono Rosa che sul suo sito web ha messo a disposizione una chat live dove poter scrivere e chiedere aiuto senza dover chiamare.

L'app della Polizia di Stato YouPol

La Polizia di Stato ha potenziato la sua applicazione contro il bullismo YouPol ed ora può accogliere le richieste di aiuto anche delle donne vittime di violenza.

Basta scaricare l'app da Google Play o dall’Apple Store per mettersi in contatto con la Polizia di Stato senza la necessità di dover effettuare la telefonata col rischio di essere scoperti.

I numeri del Telefono Rosa

I numeri del Telefono Rosa sono attivi dal lunedì al venerdì, dalle ore 10.00 alle ore 18.00: 06/37518282; 06/37518261; 06/37518262.

Come ricordato sul sito è attiva la chat per avere consulenza psicologica.

La Polizia è presente

Alcuni giorni fa la Polizia di Stato ha arrestato a Bari un uomo di 45 anni che aveva malmenato la sua compagna di 23 anni per strada. La donna era stata presa a calci e pugni, ma la scena era stata ripresa dal cellulare di un testimone che ha poi diffuso il video nel web.

La Polizia è risalita alle generalità dell'aggressore e lo ha arrestato con l'accusa di maltrattamenti in famiglia.

Le case famiglia alternative

Il ministero dell'Interno ha consigliato ai Prefetti, in virtù dei poteri speciali loro conferiti per l'emergenza sanitaria che gli consentono di requisire alberghi, di individuare residenze alternative per le donne vittime di violenza che non possono vivere con i loro figli tra le mura domestiche.

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