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Giornali gratis in chat, FIEG chiede la chiusura di Telegram

© AP Photo / Roman KulikIl fondatore del Telegram Pavel Durov
Il fondatore del Telegram Pavel Durov - Sputnik Italia
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Secondo gli Editori la diffusione illecita di giornali sui canali telegram, durante la pandemia, ha raggiunto livelli "non sostenibili per uno stato di diritto".

La Federazione Italiana Editori di Giornali ha chiesto ad al Garante per le comunicazioni una misura "esemplare" e "urgente": la sospensione di Telegram. La motivazione addotta è l'uso spregiudicato dei canali dell'app per la diffusione illegale di testate giornalistiche. 

La richiesta del provvedimento avviene "sulla base di un’analisi dell’incremento della diffusione illecita di testate giornalistiche sulla piattaforma che, durante la pandemia, ha raggiunto livelli intollerabili per uno Stato di diritto”, ha annunciato il presidente di FIEG Andrea Riffeser Monti.

Il monitoraggio ha permesso di individuare dieci canali dedicati esclusivamente alla distribuzione illecita di giornali, con 580 mila utenti, con un incremento del 46% degli iscritti dall'inizio dell'epidemia e dell'88% delle testate diffuse. Lo studio ha potuto stimare anche l'ammontare delle perdite. 

“La stima delle perdite subite dalle imprese editoriali è allarmante” rende noto Riffeser “In una ipotesi altamente conservativa, stimiamo 670 mila euro al giorno, circa 250 milioni di euro all’anno: un dato di fronte al quale confido che l’Autorità di settore voglia intervenire con fermezza e tempestività”.   

Il rischio, teme Riffeser è il “consolidamento di una pratica illecita: quella di leggere gratuitamente i giornali diffusi illecitamente via chat". La conseguenza di ciò potrebbe essere, teme Riffeser, quella "di veder distrutti il lavoro e gli investimenti delle migliaia di persone che mantengono in vita la filiera produttiva della stampa: dagli editori ai giornalisti, dai poligrafici, ai distributori e agli edicolanti, tutti impegnati, tra molti sacrifici, a garantire la continuità di un bene primario, quale quello dell’informazione, che, mai come in questo momento, è chiamato ad assolvere la sua più alta funzione di diritto costituzionalmente garantito”.

Per questa ragione la federazione degli editori ritiene necessario che Agcom sospenda una chat utilizzata da centinaia di migliaia di persone. 

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