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Fase 2, riapertura a scaglioni: chi uscirà per primo?

© Sputnik . Tatiana Volobyeva / Vai alla galleria fotograficaEmergenza coronavirus in Italia
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La sfida della fase 2 sarà quella di riaprire senza un ritorno dei contagi. In via precauzionale si dovrà vigilare su anziani e fragili, affinché siano tutelati. Si apre l'ipotesi di apertura a "scaglioni", per fasce d'età e territorio.

L'Italia sarà il primo paese europeo a sperimentare la cosiddetta fase 2 - anche se parziali riaperture sono attualmente implementate da ieri in Spagna. Senza nessuna esperienza precedente la nostra nazione dovrà procedere a tentoni, sviluppando un piano di riapertura che permetta, da un lato, il ritorno alla normalità, dall'altro la tutela dei più esposti. 

Un'esperienza di vera e propria convivenza con il virus, durante la quale la sfida principale sarà quella di evitare un ritorno dei contagi, che ci farebbe drammaticamente ripiombare in una fase acuta dell'emergenza.  Le misure da adottare dovranno esser tali da mantenere l'indice R0, ossia il parametro di riproduzione del virus, prossimo allo zero.

La parola d'ordine sarà quindi "gradualità": riaprire e ripartire a poco a poco, prima chi rischia meno poi chi è più è a rischio.

E' verosimile pensare, quindi, come scrive il Corriere, a una riapertura scaglionata: prima escono i giovani, prima le attività più sicure, prima le regione meno colpite. Gli anziani, i fragili e tutti quei soggetti più esposti agli effetti mortali del virus, avranno ancora bisogno di tutele.

Limiti per gli anziani

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Case per anziani a Milano, Direttore Pio Albergo Trivulzio sotto inchiesta
I dati relativi alla mortalità, mostrano una maggiore virulenza della malattia per gli over 70. I dati, aggiornati al 13 aprile, indicano che 13.408 del totale di 16.641 vittime, avevano un’età compresa tra i 70 e i 90 anni. Se è vero che molte delle vittime anziane hanno contratto l'infezione in RSA o strutture sanitarie, è anche vero che molti nonni sono stati contagiati all'interno della famiglia, per via di un parente asintomatico o con sintomi lievi. 

Sarà dunque necessario seguire percorsi differenziati per il ritorno alla normalità, permettendo ai giovani un progressivo rientro alle attività quotidiane, lavorative e sociali, ma prolungando la tutela per gli anziani con limiti per gli spostamenti. 

Riapertura differenziata per le Regioni

L'indice R0 non è omogeneo su tutto il territorio italiano. Nello stesso Paese coesiste il territorio più colpito in Europa dall'epidemia (il centro-nord), assieme all'area con meno incidenza di contagi in rapporto alla popolazione (il Mezzogiorno). 

Sarà quindi verosimile che la riapertura non avverrà tutta in una volta, ma che le regioni con indice contagio più basso riapriranno prima delle altre. 

Il governo ha già nominato un comitato composto da sociologi, psicologi, medici e manager del lavoro per delineare il piano che disegnerà la nuova fase di riapertura, dal prossimo 3 maggio.

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