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Coronavirus, riapertura negozi: ecco chi alzerà le saracinesche dal 14 aprile

© Sputnik . Tatiana Volobyeva / Vai alla galleria fotograficaEmergenza coronavirus in Italia
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Librerie, cartolibrerie e negozi di abbigliamento per bambini potranno riaprire dal 14 aprile, ma queste regole non varranno per tutti il territorio italiano. Ecco chi riapre e come.

L'ultimo DPCM ha prolungato il lockdown sino al 3 maggio, data in cui dovrebbe iniziare la Fase 2 e la progressiva riapertura "cum grano salis" di tutte le attività economiche. Sempre che non ci sia un ritorno nella curva dei contagi. 

Tuttavia a partire dal martedì dopo Pasqua, il premier Conte ha disposto la riapertura di alcune attività ritenute non essenziali:

  • librerie
  • cartolibrerie
  • negozi di abbigliamento per neonati e bambini
  • commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la lucidatura e affini
  • articoli di profumeria
  • esercizi non specializzati di computer e rivendite di periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica audio e video, elettrodomestici
  • commercio all'ingrosso di di carta e cartone
  • opere idrauliche
  • silvicoltura
  • cura e manutenzione del paesaggio

Verso il 20 aprile si ipotizzano nuove riaperture:

  • moda
  • automobili
  • metallurgia

Le riaperture sono condizionate al rispetto delle regole di distanziamento e sicurezza, quindi laddove sia possibili il governo raccomanda l'adozione di forme di telelavoro e smartworking. Ma non è l'unica condizione.

La riapertura dipenderà anche dal consenso delle regioni, che con lo strumento delle ordinanze potranno proseguire con i blocchi. 

Le nuove regole 

Innanzi tutto le attività commerciali dovranno essere contingentate. Nei locali con una superficie inferiore ai 40 metri quadri, potrà entrare solo una persona alla volta, e non potranno essere presenti più di due operatori per volta. Inoltre dovrà esserci, laddove possibile, una porta per gli ingressi e una per le uscite.

Si dovranno inoltre rispettare e far rispettare alcune regole di igiene. In negozi e aziende la pulizia dovrà essere garantita due volte al giorno, così come sistemi di aerazione naturale e ricambio di aria.

Inoltre dovranno essere predisposti sistemi di disinfezione delle mani accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento. Guanti e mascherine dovranno essere obbligatori nei luoghi chiusi e dove non si può garantire il distanziamento, così come nei negozi di alimentari.

La mappa delle riaperture

Non tutte le regioni si sono allineate al DPCM. Alcune continueranno con il lockdown totale, altre riapriranno parzialmente.

Fa eccezione il Veneto che ieri ha adottato un'ordinanza che prevede un lockdown soft. Aumenterà il distanziamento da uno a due metri, sarà obbligatorio indossare mascherine, ma sarà possibile praticare attività sportiva in solitaria anche oltre il limite dei 200 metri dalla propria dimora e uscire con minori di 14 anni e anziani, nel rispetto delle distanze e delle protezioni. 

Resta chiusa la Lombardia, dove l'isolamento non sta dando i risultati sperati.  Librerie, cartolibrerie resteranno chiuse, potranno solo effettuare consegne a domicilio, come negozi di alimentari e fiorai. Apriranno invece i negozi di abbigliamento per l'infanzia, ma con rigida contingentizzazione. I cittadini per strada dovranno indossare guanti e mascherine. 

Lo stesso varrà per Piemonte e Trentino, dove i governatori hanno detto no alla riapertura anticipata. 

In Toscana sì all'apertura ma con sicurezza. Distanziamento ad almeno 1,80 mascherine e guanti obbligatori, soprattutto sui mezzi pubblici, il cui uso è sconsigliato dalla regione. Nelle aziende la cui attività non è stata sospesa, i datori di lavoro avranno l'obbligo di fornire ai propri dipendenti i Dpi necessari. 

Linea dura invece, per la Campania, che manterrà chiuse cartolibrerie e librerie. I negozi di abbigliamento per bambini, invece, saranno aperti due giorni a settimana, martedì e venerdì. Resta il divieto delle consegne di cibo a domicilio. 

In Lazio la ripartenza dei negozi è rimandata al 20 aprile, per dare il tempo ai proprietari di riorganizzare i locali nel rispetto delle nuove norme di sicurezza, mentre in Liguria si ripartirà con la cura di orti e manutenzione di stabilimenti balneari, cantieri navali e spiagge.

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