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Coronavirus, avvocato Vinci: i medici portino in tribunale lo Stato

© AP Photo / Domenico StinellisI medici italiani imparano a trasportare i pazienti contagiosi
I medici italiani imparano a trasportare i pazienti contagiosi - Sputnik Italia
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Il numero dei medici caduti in servizio per il Coronavirus continua a salire. Non attrezzati adeguatamente i sanitari hanno dovuto andare in guerra rischiando la vita. Per colpa di chi? Secondo l’avvocato Vinci, esperto di sanità, i medici dovrebbero portare in tribunale lo Stato.

A pandemia conclusa evidentemente si registrerà un gran numero di cause intentate dai parenti dei medici morti in servizio, ma anche da parte delle famiglie delle vittime colpite dal Covid-19. I parenti dei pazienti morti denunceranno le aziende ospedaliere, le famiglie dei medici morti invece dovrebbero portare in tribunale lo Stato. Questa è la posizione dell’avvocato Paolo Vinci.

Le famiglie dei medici deceduti per mancata protezione dovrebbero essere risarcite. Il sistema sanitario, che ha subito continui tagli dai governi italiani, si è dovuto scontrare con una guerra subdola senza precedenti. “I medici sono stati mandati allo sbaraglio senza mezzi adeguati di protezione”, sottolinea l’avvocato Paolo Vinci in un’intervista a Sputnik Italia.

– Avvocato Vinci, i medici in questa emergenza si sono trovati senza gli strumenti necessari?

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– È stata un’emergenza di natura cosmica, una pandemia planetaria arrivata dalla Cina. L’emergenza è stata improvvisa e ha reso tutto il mondo occidentale inadeguato rispetto alla prevenzione sul virus. Vorrei dare sotto questo aspetto un’attenuante anche a tutto quello che è accaduto, i dottori sono stati colti di sorpresa.

– Sono morti ormai più di 100 medici in servizio.

– Quella dei medici è una disgrazia oltre ogni limite, perché sono stati mandati allo sbaraglio senza mezzi adeguati di protezione.

– I medici rischiano la vita, ma ci sono delle agenzie che spingono i parenti dei pazienti deceduti a denunciare il personale sanitario. Corrono un doppio rischio quindi?

– L’esistenza di queste agenzie che stanno speculando sui cadaveri è molto grave. Qui abbiamo un doppio scenario che potrà emergere una volta terminata la pandemia. Il primo scenario è relativo a tutti i risarcimenti del danno che chiederanno i medici in servizio mandati allo sbaraglio da uno Stato che non è stato in grado di garantire la loro incolumità nel loro servizio nobile. I medici morti sono morti come eroi.

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Dall’altro lato ci saranno i morti, le persone che non sono state curate perché non c’era il modo né il sistema adatto per curarli: mancava ossigeno, posti in terapia intensiva. Quando si è registrato il picco non c’è stata la possibilità adeguata di salvarli. Se guardiamo il numero dei morti in Italia rispetto ad altri Paesi, abbiamo un 12% di mortalità, soprattutto in Lombardia. Non è soltanto perché siamo un Paese con una popolazione anziana, noi non avevamo proporzionalmente dei posti adeguati in terapia intensiva. Quando arrivavano sempre nuovi pazienti non si poteva staccare l’ossigeno agli altri pazienti e somministrarlo ai nuovi arrivati.

Guardiamo la differenza che c’è fra la Lombardia e la Germania: ci si rende conto che in Germania non c’è stato un azzeramento dei posti in terapia intensiva che negli ultimi anni era stato fatto in Italia. I governi italiani non hanno dato importanza alla sanità e hanno fatto la spending review sulla sanità.

– I parenti dei medici e degli infermieri eroi caduti in servizio chi devono portare in tribunale?

– Dovranno portare in tribunale lo Stato tramite l’inail. Dovranno portare in tribunale i ministeri competenti, perché i medici sono stati mandati in guerra non attrezzati. Ovviamente dovranno provare il rapporto casuale, che non è difficile secondo me, per la semplice ragione che effettivamente hanno contratto il virus e hanno portato mascherine e indumenti inadeguati. Ci sono stati casi di gravi responsabilità come ad Alzano Lombardo per esempio.

– Qualcuno dei parenti dei medici si rivolgerà anche a lei probabilmente. Lei starà al fianco dei parenti del personale sanitario e dei medici?

– Io difendo e assisto già i medici come assisto molte aziende ospedaliere, che però non possono essere chiamate in causa per responsabilità e meno che mai le assicurazioni che stanno dietro. Hanno fatto del loro meglio per poter gestire l’emergenza ma sono stati mandati ad una guerra subdola e bestiale senza avere una strutturazione adeguata.

– Che ne pensa dello scudo penale del quale si è tanto parlato? Ci sono abbastanza tutele per i medici?

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– Non è stato fatto nulla di nuovo. Da un punto di vista penale avevano già un esimente fra la sentenza Franzese del 2002 e le leggi Balduzzi e Gelli-Bianco. Si trattava di una depenalizzazione virtuale, la loro possibilità di uscire indenni da un processo penale era al 97%, oggi si arriverà al 100%, ma cambia poco. L’aspetto del danno erariale per la Corte dei Conti per quanto riguarda la responsabilità per colpa grave o per dolo c’è già. In buona sostanza questo governo con questi decreti ha detto tutto per non dire nulla.

– Che cosa andrebbe fatto in primis in generale secondo lei per gestire la crisi?

– Mandare in guerra persone con mezzi adeguati. Basta la propagazione di un virus per mettere in crisi un Paese.

L’errore dello Stato è stato anche quelle di togliere la libertà ai cittadini per 60 giorni se poi non dai loro adeguati mezzi di sostentamento economici, a tutti dovrebbero essere dati fondi perduti. Al tempo stesso devi dare un piano di rientro e risalita molto mirato.

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A tutti i medici andrebbero fatti i tamponi, vanno messi in un ambiente protetto. Ormai 100 medici non ci sono più, 40 sanitari non ci sono più. È giusto risarcire le famiglie, perché ormai non è possibile riportarli in vita. Uno Stato democratico che si è comportato in modo non democratico per un certo periodo perché si è scontrato con l’emergenza, avrebbe dovuto e dovrebbe ora dare delle garanzie economiche e sanitarie.

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