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Coronabond, Junker: "Si faranno, ma non adesso"

© AP Photo / Geert Vanden WijngaertJean-Claude Juncker
Jean-Claude Juncker - Sputnik Italia
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Il predecessore della Von Der Leyen, è soddisfatto dall'intesa raggiunta sul pacchetto di strumenti da adottare contro la crisi da coronavirus, che aprirebbe agli titoli europei.

Secondo Juncker la riunione dell'Eurogruppo della scorsa settimana ha dato il migliore degli esiti possibili, considerando le limitazioni imposte da una videoconferenza. Si è aperta la strada all'emissione di titoli di debito comune dell'Ue e si è data una risposta ai "populisti", che si attendevano un fallimento. Così l'ex presidente della commissione europea è intervenuto su alcuni quotidiani europei, come il francese Le Soir e lo spagnolo El Pais, rilasciate negli scorsi giorni.

I coronabond

L'idea dei titoli europei per contrastare l'epidemia si farà strada, Juncker ne è convinto. "Ma ci vuole tempo per metterlo in pratica, soprattutto ora che i capi di stato e di governo sono costretti a incontrarsi attraverso le videoconferenze”, ha precisato l'esponente dei popolari - purtroppo non esiste alternativa al momento a questo metodo. 

"Questa maniera di lavorare non permette di raggiungere risultati in maniera rapida, perché non si può dire tutto e quelli che devono parlare fra loro, non riescono. Spero che da qui a poco non si debba ricorrere alle videoconferenze", ha auspicato l'ex capo della commissione Ue. 

Tuttavia è necessario che l'Europa prenda in considerazione un aumento sostanziale del bilancio europeo da destinare all'emergenza. 

La fiducia nella Ue

Carlo Fidanza - Sputnik Italia
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Juncker ritiene un bene che l'Eurogruppo sia giunto ad una risposta, nel vertice della scorsa settimana, “un buona reazione e anche necessaria per ovvie ragioni”. “I populisti, in particolare gli italiani, come Matteo Salvini e i suoi compagni di viaggio, desideravano, senza dirlo, che non vi fosse accordo”, sostiene il politico lussemburghese. 

Una perdita di fiducia nella Ue e “se in alcuni Paesi del nord continuano a diffamare, ingiuriare e insultare quelli del Sud", allora, sostiene l'ex presidente, "i populisti del sud vinceranno”.

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