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Causa del Covid-19 in Africa: pipistrello o stupidità?

© AFP 2021 / RIJASOLOCoronavirus in Africa
Coronavirus in Africa - Sputnik Italia
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“In Africa il virus potrebbe mietere milioni di vittime”. Questa la previsione dell’ONU a cui hanno ne fatto seguito altre, non meno preoccupanti, rilasciate dal Ministero degli Esteri francese, l’OMS e altri “esperti” qualificati. Tuttavia, il focolaio previsto non divamperà”.

Leslie Varenne, direttrice di IVERIS (Istituto di monitoraggio e studio delle relazioni internazionali e strategiche), ha analizzato per Sputnik la situazione legata al coronavirus in Africa.

Questo comunicato diplomatico di servizio non doveva diventare di dominio pubblico. Tuttavia, lo si può trovare facilmente in Rete. Intitolato “L’effetto del pangolino: una tempesta che imperversa in Africa?”, è stato redatto dal CAPS (Centro d’analisi, previsione e strategia), ente che dipende direttamente dal Ministero francese degli Esteri.

Con la morte non si scherza…

Il tono generale viene dettato già nel titolo che poco si addice a un comunicato diplomatico di servizio. “Effetto del pangolino” significa che la significativa diffusione della pandemia in Africa viene già considerata un fatto compiuto. Gli autori promettono che “giungerà un’onda d’urto” e non dubitano della presenza di “un gran numero di morti”.

Gli analisti del Ministero francese degli Esteri non sono i soli a prevedere la catastrofe. Già il 18 marzo, quando in tutta l’Africa si contavano circa 500 casi di contagio, l’OMS invitava gli africani a “prepararsi al peggio”.

Dieci giorni dopo, nonostante la diffusione del virus non sia stata fulminea come si aspettavano gli “esperti”, l’ONU ha dichiarato che “la malattia ora si sta diffondendo velocemente anche in Africa e che servono immensi sforzi”. Senza questi sforzi ad opera della comunità internazionale, senza la presa in carico di questo compito di primaria importanza, Guterres teme che ci saranno “milioni di morti”.

Летучая мышь-вампир - Sputnik Italia
Epidemie all'orizzonte: pipistrelli portatori di 6 nuovi tipi di coronavirus
Nella cultura occidentale i pipistrelli sono sovente legati alla sfortuna o alla morte. Tra gli “uccelli portatori di sciagure” figurano anche diversi medici. Ad esempio, il 3 aprile, sebbene a quella data in Africa si contassero in tutto 7177 contagiati, un epidemiologo affermò che ve ne fossero 10.000 e dichiarò: “Il coronavirus si sta diffondendo in maniera massiccia in Africa”, senza basarsi però su dati precisi.

Quello dei dati precisi è un problema perché un aumento delle cifre reali non presenta comunque una situazione di rischio così grave. Il 13 marzo nel continente africano si sono registrati 200 casi di contagio. Il 6 aprile 9310 casi su più di 1,3 miliardi di persone. Considerati il sovraffollamento della popolazione, le carenti strutture sanitarie e la coesistenza di altre frequenti patologie (AIDS, ipertensione, diabete), la velocità di diffusione dovrebbe essere estremamente più elevata. O comunque prossima a quella che si registra negli USA dove in un mese (tra il 6 marzo e il 5 aprile) il numero dei contagiati è passato da 236 a 336.673 su una popolazione totale 4 volte inferiore a quella del continente africano.

Inoltre, tutte queste organizzazioni e questi “esperti” commettono lo stesso errore poiché parlano di Africa come entità unica, mentre invece il continente conta ben 55 nazioni. In Paesi diversi appartenenti allo stesso continente il virus si diffonde in maniera diversa e l’Africa in questo senso non fa eccezione. Alla luce di tali considerazioni parlare di vittime su larga scala in Africa è quantomeno impreciso.

I tempi non sono poi così oscuri

Coronavirus Africa - Sputnik Italia
L'OMS stima la diffusione del coronavirus in Africa
I 5 Paesi dove si conta il maggior numero di contagiati (Repubblica Sudafricana, Algeria, Marocco, Egitto e Camerun) presentano 5.912 casi, ossia il 70% del totale. Chiaramente si può sempre ribattere che i governi non fanno fare i tamponi o che ne fanno troppo pochi e, per questo motivo, le cifre non corrispondono alla realtà. Tuttavia, non sono i soli ad avere problemi con i tamponi e nessun Paese può dire di disporre di dati affidabili al 100%. Inoltre, i Paesi africani non hanno ragione di falsare il numero di contagiati in quando si affidano agli aiuti internazionali che vengono prestati a chi si trova nella situazione più critica. Se la malattia si diffondesse su ampia scala, sarebbe impossibile nasconderlo. A differenza di quanto avviene nei Paesi più colpiti (Francia, Spagna, Italia), dove in ogni famiglia c’è almeno un conoscente o un parente contagiato, questa situazione in Africa non si registra.

Questo chiaramente non significa che il coronavirus risparmierà il continente, che non sia necessario proteggersi o prepararsi all’epidemia. Significa solamente che la maggior parte dei Paesi africani sta contrastando in maniera più efficace la malattia. Ancora è ignoto il motivo. Si avanzano alcune ipotesi: una speciale immunità garantita dagli anticorpi elaborati in risposta alla moltitudine di batteri esistenti in Africa; una popolazione giovane; l’assunzione della clorochina per periodi prolungati (anche se oggi questo farmaco non si usa più nel trattamento della malaria); la vaccinazione contro la tubercolosi che continua ad essere obbligatoria in vari Paesi africani e che potrebbe essere in grado di proteggere dal Covid-19 secondo alcuni studi.

Infine, si ricordi che l’Africa ha attraversato l’epidemia di Ebola. I governi e la popolazione africani sanno bene cosa significa vivere un’epidemia e non possiamo pensare che siano totalmente indifesi. Inoltre, diversi Paesi quali Senegal, Costa d’Avorio e Burkina Faso stanno mettendo in atto il trattamento del professor Didier Raoult il quale ha proposto di combinare due farmaci, la clorochina e l’azitromicina. Negli ultimi 2 Paesi citati stanno avviando ora la produzione di clorochina.

Una rivoluzione sullo sfondo del coronavirus?

Nonostante l’indiscutibilità di questi fatti, il Ministero francese degli Esteri ha preferito elaborare una propria previsione assai cupa. Alla crisi sanitaria si aggiunge “un’altra crisi che potrebbe destabilizzare o far persino crollare i regimi più fragili (nella regione del Sahel) o i regimi che stanno per esalare l’ultimo loro respiro (Africa centrale)”. Come se il coronavirus aprisse (finalmente?) la strada al passaggio di potere in Africa centrale e ostacolasse i regimi illegittimi…

Sembra, però, che le cose non stiano proprio così. Alcuni “regimi”, come vengono definiti in modo ben poco diplomatico dall’autore del comunicato, stanno sfruttando la situazione per rafforzare la propria autorità concedendo alla propria persona poteri ulteriori alla luce della contingenza. Dunque, ciò che sta accadendo è piuttosto un rafforzamento dell’autorità e non una rivoluzione sullo sfondo del coronavirus.

Una tempesta in arrivo

Questo comunicato diplomatico ha dato una cattiva impressione e ha dimostrato l’ignoranza degli autori circa la condizione dei Paesi africani, la forza di spirito della popolazione africana, il sostegno familiare, la capacità delle persone di adattarsi in situazioni difficili. Inoltre, sono degne di critica anche le dubbiose raccomandazioni che consistono nell’affidarsi all’autorità religiosa o a cantanti famosi per affrontare le crisi politiche previste dagli autori del documento.

L'edificio OMS a Ginevra - Sputnik Italia
Coronavirus, OMS: "Sempre più giovani tra gli ammalati"
Reazioni altrettanto negative le hanno provocate le dichiarazioni rilasciate in diretta sulla tv francese da Jean-Paul Mira, primario del pronto soccorso dell’ospedale di Cochin.

Mira ha parlato della possibilità di testare il vaccino della tubercolosi sugli africani seguendo lo stesso approccio comunemente adottate per le prostitute e l’AIDS. A questa affermazione Camille Locht, ricercatore dell’Inserm (Istituto nazionale francese di sanità e ricerca medica) ha annuito imbarazzato. Queste parole hanno suscitato l’indignazione di molti e non solo sui social network. Macky Sall, portavoce del presidente senegalese, ha comunicato che tali dichiarazioni sono sintomo di “stupidità congenita”, ma la situazione è persino peggiore perché due noti professori desiderano testare il vaccino della tubercolosi su una popolazione già vaccinata! Probabilmente anche loro conoscono ben poco dell’Africa. 

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