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Coronavirus, ricostruita la mappa dei contagi: il virus ha viaggiato su tir in autostrada

© Sputnik . Natalia Seliverstova / Vai alla galleria fotograficaUn'autostrada in Italia
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La fitta rete viaria e i collegamenti al nord hanno permesso la diffusione dell'epidemia al Nord. Il Mezzogiorno salvato dalla carenza infrastrutturale.

Il contagio sarebbe stato ampliato dalle reti autostradali. Lo dimostra il fatto che "il maggiore focolaio si è sviluppato in Lombardia, che non a caso è tra le regioni meglio connesse col resto d'Italia e del mondo". E' quanto sostiene Marino Gatto, del Politecnico di Milano, autore di uno studio epidemiologico in via di pubblicazione che ricostruisce la mappatura dei contagi.

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Allo studio hanno collaborato, oltre ai ricercatori italiani che lavorano presso il Politecnico di Milano, l'Università Ca' Foscari di Venezia, l'Università di Zurigo, il Politecnico federale di Losanna (Epfl) e l'Università di Padova.

Si tratta del "primo modello di contagio per l'Italia che tiene conto sia dell'evoluzione temporale dell'infezione nelle popolazioni locali che della loro evoluzione spaziale", spiega Gatto.

"Sappiamo che il virus si propaga per contatto diretto tra le persone - precisa il ricercatore - e le vie di trasporto hanno sicuramente favorito la diffusione del contagio dai primi focolai".

Dalla ricerca emerge che il coronavirus potrebbe essersi spostato rapidamente su tir e treni, diffondendosi da una regione all'altra attraverso autostrade e ferrovie. 

"Nella Pianura Padana, dove le vie di trasporto sono a raggiera, il virus si è diffuso delineando cerchi concentrici via via più larghi. - sottolinea Gatto - In un secondo momento si è propagato in Veneto ed Emilia Romagna, prendendo la via Emilia per scendere verso le Marche".

 

Lo studio ha tenuto conto dell'evoluzione temporale dell'andamento dei contagi nella popolazioni locali, della loro distribuzione geografica e degli spostamenti effettuati per lavoro a livello provinciale e regionale. I dati sono stati forniti da Istat e da uno studio indipendente che ha usato i dati delle geolocalizzazioni dei cellulari.

L'ipotesi che lega l'epidemia ai collegamenti stradali, spiegherebbe anche la ragione della concentrazione nel Centro Nord. Gli Appennini avrebbero fatto da barriera alla propagazione dei contagi, mentre "i focolai della Liguria si sono propagati verso la Toscana, seguendo la tratta da La Spezia verso Lucca, Firenze e Siena".

A Sud la carenza infrastrutturale potrebbe essere stata un vantaggio: la minore connessione e integrazione delle reti autostradali e ferroviarie avrebbe rallentato l'epidemia, che viaggia su treni e camion. 

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