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Neurofisiologi russi annunciano una scoperta che aiuterà nello studio della schizofrenia

CC0 / Pixabay / Cervello umano
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Gli scienziati dell'Università statale di psicologia e istruzione di Mosca (MSUPE) hanno studiato i meccanismi neurofisiologici della visione, spiegando uno dei noti paradossi della percezione visiva. Secondo i ricercatori, i risultati ottenuti sono utili per studiare tali disturbi neuropsichiatrici come la schizofrenia e l'epilessia.

I risultati dello studio sono stati pubblicati su Neuroimage, una rivista scientifica.

Secondo gli scienziati di MSUPE, le persona in ogni singolo momento della loro vita hanno a che fare con un'enorme quantità di informazioni visive. Il cervello elabora solo una parte di ciò, il che è sufficiente per la percezione di un quadro generale.

Questa ottimizzazione consente un orientamento efficiente nell'ambiente ma ha il suo "prezzo". Ad esempio, per determinare meglio la direzione del movimento nel centro visivo, il cervello "inibisce" la percezione alla sua periferia.

A volte porta a un effetto paradossale: può essere difficile determinare la direzione del movimento di un oggetto che occupa la maggior parte del campo visivo, soprattutto se la velocità di tale oggetto è elevata. Questa caratteristica della percezione è stata descritta molto tempo fa, ma il suo meccanismo è rimasto un mistero.

Utilizzando il metodo della magnetoencefalografia (MEG), i ricercatori di MSUPE hanno scoperto che l'aumento della velocità di oggetti di grandi dimensioni attiva gruppi di neuroni, che inibiscono l'attività delle aree della corteccia visiva primaria che determinano la direzione del movimento.

“Sorprendentemente, la capacità di determinare la direzione migliora in alcuni disturbi. Si presume che questo "miglioramento" sia associato all'indebolimento delle risposte neurali basate sull'inibizione. Le oscillazioni gamma (rapide fluttuazioni dell'attività elettromagnetica del cervello) registrate dal MEG consentono di giudicare l'equilibrio degli impulsi inibitori ed eccitatori, aiutando a identificare le sue anomalie in una determinata persona”, ha spiegato la ricercatrice leader del centro MEG presso MSUPE Elena Orekhova.

Le oscillazioni gamma indotte dagli stimoli visivi sono le più informative, come hanno spiegato gli esperti. Secondo gli scienziati di MSUPE, sono stati i primi al mondo a determinare quali proprietà delle onde gamma riflettono l'efficacia dei processi di inibizione neurale.

Secondo gli autori, i risultati descrivono non solo il lavoro di un cervello sano, ma sono anche utili per comprendere i meccanismi di diversi disturbi neuropsichiatrici (schizofrenia, autismo, epilessia).

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