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Piemonte chiede l’intervento dei virologi russi

© Sputnik . Il ministero della Difesa della Federazione Russa / Vai alla galleria fotograficaI medici militari russi visitano l'ospedale a Bergamo
I medici militari russi visitano l'ospedale a Bergamo - Sputnik Italia
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Negli ultimi giorni in Piemonte la curva dei contagi ha raggiunto il tetto e sta lentamente calando, nonostante questo la situazione in alcune case di cura locali diventa preoccupante ed allarmante.

La procura ha aperto un'inchiesta, al momento a carico di ignoti, per accertare eventuali responsabilità sul numero elevato di decessi che si è verificato nella casa di riposo di Vercelli. Ci sono stati 35 morti su poco meno di 150 ospiti dal 12 marzo. E metà degli anziani risulterebbe positivo al Covid 19. Ma non solo: il virus ha colpito anche tra il personale della struttura: 22 su 47 dipendenti risultano in malattia.

Per eseguire disinfestazione urgente delle residenze per anziani, il capogruppo di maggioranza per Fratelli d’Italia in Consiglio regionale del Piemonte Maurizio Marrone, d’intesa con il Presidente Cirio, ha chiesto il governo di mandare in Piemonte le unità di sanificazione degli specialisti russi, che in questo momento stanno già salvando le vite in Lombardia nell’ambito dell’operazione “Dalla Russia con amore”. Per maggiori informazioni Sputnik Italia si è rivolto a Maurizio Marrone.

– Maurizio, potrebbe spiegare perché la regione Piemonte ha deciso di chiedere il sostegno della Federazione russa per fronteggiare l’emergenza Covid-19?

Dalla Russia con amore è la scritta su un camion con le attrezzature mediche del ministero della Difesa russo per l'Italia - Sputnik Italia
Grazie Russia
– Il Piemonte è purtroppo al terzo posto tra le regioni italiane per numero di contagiati e decessi da coronavirus. Il Presidente Cirio è riuscito nel miracolo di raddoppiare i posti letto di terapia intensiva nel giro di poche settimane, ma sono state pesantemente colpite dall’epidemia le residenze sanitarie per anziani, che sono perlopiù private.

Le indicazioni tardive e talvolta contraddittorie del Ministero e dell’Istituto Superiore della Salute sui test rapidi sierologici hanno frenato la diffusione a tappeto dei tamponi, messi in campo per individuare anche i contagiati asintomatici, come invece è stato fatto in Veneto. Il Presidente Cirio, che ha solide relazioni internazionali dal passato mandato da europarlamentare a Bruxelles, ha auspicato il massimo coinvolgimento in Piemonte degli aiuti esteri.

– Avete già mandato la vostra richiesta a Roma per ufficializzare il trasferimento degli specialisti russi?

– La lettera ufficiale è stata scritta su mia richiesta dall’assessore regionale alla Protezione Civile Gabusi d’intesa con il Presidente Cirio e verrà indirizzata tempestivamente dal commissario dell’Unità di Crisi Coccolo al capo nazionale della Protezione Civile Borrelli. Abbiamo fatto notare che parte degli aiuti russi sono stati indirizzati a regioni italiane meno colpite dal virus come la Puglia, mentre il Piemonte non è ancora stato preso in considerazione. Speriamo che Roma accolga la nostra richiesta perché saremmo felici di poter usufruire di una parte delle otto squadre di specialisti russi, in particolare le unità di sanificazione di ambienti interni.

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Medici militari russi e italiani iniziano a lavorare in ospedale da campo a Bergamo
Non ha senso tenere 100 operatori altamente qualificati e con grande esperienza sul campo in passati contesti epidemiologici tutti nella medesima regione, siamo piuttosto dell’idea che possano essere maggiormente distribuiti sul territorio nazionale così da migliorarne anche l’interfaccia con il nostro personale sanitario. L’Ambasciata Russa in Italia ha manifestato la massima disponibilità, ribadendo però che il personale impiegato nell’operazione “Dalla Russia con amore” segue le indicazioni logistiche e operative delle autorità italiane, secondo le priorità individuate da Roma senza discuterle.

– Di che cosa esattamente avete bisogno in questo momento? In quali strutture potrebbe servire l’intervento dei virologi russi?

– I ventilatori per le terapie semi intensive sono certamente gli articoli più richiesti in questa emergenza, così come le protezioni più rare quali tute di protezione dagli agenti biologici, guanti e gambali, ma la maggiore necessità è il personale medico specializzato, in particolare epidemiologi e rianimatori.

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Coronavirus, medici militari russi sanificano tre case di riposo in Lombardia
Ci sarebbero utili certamente le unità russe di sanificazione per disinfettare le strutture sanitarie, a partire da quelle per anziani dove già si contano diverse vittime a Nichelino, San Mauro torinese, Grugliasco, Vercelli. C’è ancora grande incertezza sull’entità della diffusione del contagio nelle residenze per anziani, per cui riteniamo necessario investire nelle azioni di prevenzione a tutela delle persone più deboli di salute e quindi più a rischio di soccombere all’infezione.

– Ha avuto possibilità di valutare il lavoro dei medici russi, che stanno lavorando in provincia di Bergamo in questi giorni, e l’intera missione “Dalla Russia con amore”?

– Ci affidiamo al parere dei nostri colleghi lombardi che hanno espresso il massimo apprezzamento per l’assistenza fornita dagli specialisti russi: in particolare siamo interessati al loro sistema di sanificazione, già messo in campo in numerose strutture della provincia di Bergamo, che ci è stato riferito essere in grado di unire un buon livello di disinfezione con l’assenza di conseguenze inquinanti. D’altronde abbiamo constatato che il Presidente Putin ha mandato degli specialisti altamente qualificati, con esperienza nel contrasto della Sars, dell’ebola, dell’antrace, in grado di supportare appieno i nostri operatori sanitari in un’emergenza che noi Italiani non abbiamo mai dovuto affrontare finora sul territorio nazionale.

Certamente i medici russi impegnati in Italia meritano la nostra assoluta gratitudine perché rischiano la propria incolumità e perfino la vita lontano da casa per assistere la popolazione di uno Stato che, nell’ambito dell’Unione Europea, persevera purtroppo nell’applicazione delle sanzioni economiche contro la loro madrepatria. Ma ci tengo a ricordare che la Regione Piemonte ha avuto modo di condannare le sanzioni contro la Russia già nel 2016 approvando un mio ordine del giorno che ne chiedeva la revoca. Qui l’amore della Russia, cui rimanda il titolo dell’operazione dal celebre film, è più che ricambiato.
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