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Per Die Welt "mafia aspetta soldi di Bruxelles", tuona Di Maio: "Berlino si dissoci"

© AP Photo / Francisco SecoLuigi Di Maio
Luigi Di Maio - Sputnik Italia
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Secondo il quotidiano tedesco, la criminalità organizzata sarebbe in attesa di metter le mani sui finanziamenti dell'Unione Europea e l'Italia ha bisogno di essere controllata da Bruxelles.

In un articolo del prestigioso giornale tedesco Die Welt a firma di Christoph B. Schiltz, si chiede alla cancelliera Angela Merkel di essere irremovibile sul dibattito in corso nell'Eurogruppo in merito alle forme di assistenza di Bruxelles ai Paesi membri per far fronte agli effetti deleteri economico-sociali della pandemia di coronavirus, in particolare il giornale tedesco chiede di non cedere alle richieste italiane sui coronabond.

A sostegno di questa tesi, il giornalista arriva a scrivere testualmente che in Italia la criminalità organizzata non vede l'ora di accaparrarsi i finanziamenti a pioggia dell'Ue, pertanto i fondi dovrebbero essere erogati soltanto per il sistema sanitario, escludendo il sistema sociale e fiscale. 

Queste accuse pesanti e stereotipate contro l'Italia hanno provocato la reazione di condanna del capo della Farnesina Luigi Di Maio, che ha invitato il governo tedesco ad intervenire sulla vicenda per prendere le distanze dai contenuti dell'articolo.

"Non voglio aprire polemiche perché, francamente, qui in Italia non ne abbiamo nemmeno il tempo, ma lasciatemi dire che trovo vergognosi e inaccettabili i toni usati dal giornale tedesco. Mi auguro che Berlino li condanni e si dissoci", si legge in un post su Facebook del ministro degli Esteri italiano, che aggiunge:

"l’Italia piange oggi le sue vittime colpite dal Coronavirus, ma ha pianto e piange ancora le sue vittime di mafia. Da ministro degli Esteri non posso accettare che si facciano considerazioni del genere."

Infine Di Maio ribadisce che la questione sugli aiuti per far fronte all'emergenza coronavirus non è una richiesta esclusiva dell'Italia, ma dell'intero popolo europeo.

"Questo non è un gioco, non è una partita tra due o più Paesi. Le persone stanno morendo e l’Europa ha il dovere di rispondere. Serve un messaggio di unità e a chiederlo non è l’Italia, ma tutto il popolo europeo."

Di Maio non è stato il solo rappresentante della politica italiana ad esprimere la propria indignazione per l'articolo di Die Welt.

Il senatore calabrese pentastellato e presidente della commissione Antimafia Nicola Morra ha ricordato con un tweet come la 'ndrangheta abbia messo radici proprio in Germania.

Cerca di gettare acqua sul fuoco il Pd, che per bocca di Andrea Romano, deputato e membro della Commissione Esteri della Camera invita a "distinguere tra giornali e governo tedesco" e concentrarsi sulla trattativa in corso nell'Eurogruppo.

A sua volta anche l'opposizione di centrodestra ha stigmatizzato l'articolo di Die Welt. Così si è espresso sui social il leader della Lega Matteo Salvini.

"VERGOGNATEVI, a Berlino e a Bruxelles sciacquatevi la bocca prima di parlare di ITALIA e chiedete scusa!"

Conte insiste: o Europa ammorbidisce linea o avanti da soli

In un'intervista alla Bild, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non ha mostrato segni di cedimento sulla posizione che l'Italia ha all'interno dell'Eurogruppo in merito alle misure per fronteggiare e "guarire" dall'infezione sulle economie che ha provocato il coronavirus.

"La Germania non ha vantaggi se l'Europa affossa nella recessione. Le nostre economie sono messe alla prova. Siamo di fronte alla più grande crisi dopo la guerra. Dobbiamo sviluppare gli strumenti fiscali necessari ed essere reattivi".

Mes contro coronabond

Nell'Eurogruppo c'è unanimità per affrontare insieme le conseguenze deleterie economico-sociali che ha provocato la pandemia di coronavirus, ma si dibatte ancora sulle ricette da usare per superare la situazione d'emergenza dal punto di vista economico.

Da una parte ci sono Germania e Olanda, sostenuti dai Paesi "virtuosi" del Nord, convinti che per affrontare la crisi si possa sfruttare il Mes, aprendo eventualmente a qualche modifica del meccanismo. Dalla parte opposta ci sono gli altri Paesi guidati da Francia e Italia, convinti che per affrontare la crisi bisogni ricorrere a metodi innovativi come i coronabond, richiamandosi ai principi di solidarietà e spirito comune propri dell'Unione Europea.

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