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Crolla il ponte di Albiano, la “lezione” del viadotto Morandi non è servita?

© Foto : @Pieros1985Crolla il ponte di Albiano Magra, ponte di Massa Carrara
Crolla il ponte di  Albiano Magra, ponte di Massa Carrara - Sputnik Italia
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Crolla un altro ponte ad Albiano Magra, località fra la Liguria e la Toscana. Si è solo sfiorata la tragedia: l’affluenza era scarsa, infatti, grazie alle misure restrittive sugli spostamenti. Il collasso di un ennesimo ponte fa riemergere un vecchio problema ancora non risolto in merito alla sicurezza dei viadotti in Italia.

L’8 aprile è crollato il ponte di Albiano Magra, lungo 400 metri e alto 8 metri. Sul viadotto in provincia di Massa Carrara, solitamente molto trafficato, transitavano fortunatamente solo due furgoni, i cui conducenti non sono in pericolo di vita.

La triste lezione del ponte Morandi di Genova non è servita a niente? Quando il tema della sicurezza delle infrastrutture diventerà una priorità per il governo? Sputnik Italia ha raggiunto per un’intervista in merito Andrea Del Grosso, professore di tecnica delle costruzioni alla Scuola Politecnica dell’Università di Genova.

– Un altro ponte è crollato, questa volta il ponte di Albiano. Dopo il ponte Morandi si erano fatti tanti proclami sui controlli e la manutenzione. Professore Del Grosso, non è stato fatto niente per mettere in sicurezza i ponti?

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– Premetto che non conosco i dettagli del crollo del ponte di Albiano. Sul fatto specifico non posso dire nulla. C’è da dire che non sempre le ispezioni consentono di rilevare dei difetti pericolosi.

Che non sia stato fatto nulla è vero a metà: mi risulta che Anas e i concessionari del Ministero si siano adoperati a fare molti controlli. Il Ministero ha attivato un gruppo di lavoro attraverso il consiglio superiore che ha predisposto delle linee guida per la gestione dei ponti. Queste linee guida avrebbero dovuto essere approvate, soltanto che l’emergenza Coronavirus ha bloccato tutte le riunioni collegiali.

Certamente, c’è una quantità enorme di lavoro da fare, anche perché la situazione delle infrastrutture italiane è molto complessa: si va dalle autostrade che hanno sempre avuto un certo livello di controllo; poi abbiamo una serie di ponti il cui stato non è conosciuto. Sul ponte di Albiano ci sarò passato tante volte sopra, non posso dire però in che condizioni fosse.

– L’età media dei ponti in Italia è molto avanzata. Questa situazione può aspettare ancora a lungo? Diventerà mai una priorità per il governo?

– Non posso rispondere per il governo. Le posso dire che se io fossi il governo metterei il tema delle infrastrutture avanti a tutto, facendo delle pianificazioni molto attente e soprattutto liberando tutti i vincoli burocratici, le procedure per cui spesso vanno in esecuzione dei progetti che stavano nel cassetto anche 15 anni.

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C’è molto lavoro da fare, tra l’altro in una situazione in cui bisognerà recuperare parecchi punti di pil dopo la drammatica vicenda del coronavirus. Su un certo numero di ponti abbiamo delle informazioni tali da poter fare dei programmi di intervento secondo delle classificazioni in base ai rischi. In generale però nella maggior parte d’Italia la situazione dei ponti non è nota.

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