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Coronavirus, documento del Pentagono aveva presumibilmente anticipato la minaccia di una pandemia

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Ora gli Stati Uniti si trovano al secondo posto per vittime da COVID-19 a livello globale, secondo i dati della Johns Hopkins University.

Un documento interno del Pentagono del 2017 offriva un avvertimento sulla potenziale minaccia di un nuovo coronavirus e sulla disastrosa ricaduta che esso avrebbe avuto sulla scena globale, secondo la rivista The Nation.

Contrassegnato "solo per uso ufficiale" e datato 6 gennaio 2017, il documento di 103 pagine intitolato "USNORTHCOM Branch Plan 3560: Pandemic Influenza and Infectious Disease Response" è stato consegnato alla rivista da un funzionario anonimo del Pentagono.

La previsione di un epidemia di coronavirus

Il documento suggerisce che i militari si stavano preparando per una potenziale pandemia, mentre spiegava il caos che avrebbe potuto provocare sulla capacità militare e sulla sicurezza nazionale.

"I principali problemi di sicurezza che potrebbero derivare dall'instabilità politica, sociale ed economica includono aggressività opportunistica, opportunità per gli estremisti violenti di entrare in possesso di armi di distruzione di massa... l'instabilità derivante dal disastro umanitario e interruzione della distribuzione di merci essenziali", afferma il documento.

La bozza, scrive la pubblicazione, aggiornava un precedente piano di risposta alla pandemia del Dipartimento della Difesa, in quanto "incorpora le intuizioni di numerose epidemie recenti, tra cui... quella di coronavirus del Sindrome respiratoria del Medio Oriente 2012 (MERS-CoV)".

Il documento interno prosegue affermando che una epidemia di questa "malattia unita a instabilità può comportare ridotte capacità di sicurezza", avvertendo che la situazione potrebbe potenzialmente preparare il terreno per "conflitto militare internazionale, aumento dell'attività terroristica, disordini interni, politici e/o collasso economico, crisi umanitaria e stravolgimenti sociali”.

Il documento avverte inoltre che il comando nord degli Stati Uniti, "a causa degli effetti della malattia su personale e risorse, potrebbe non essere in grado di sostenere efficacemente (il governo degli Stati Uniti e i suoi alleati) con il supporto richiesto".

Il documento del Pentagono citato da The Nation delinea inoltre le condizioni specifiche in base alle quali una malattia infettiva simile all'attuale virus respiratorio COVID-19 con "alta virulenza" potrebbe potenzialmente diventare una pandemia, come "luoghi di lavoro affollati, vicinanza ad aeroporti internazionali e condizioni di vita non salutari”.

Inoltre, il documento citato sembrava prevedere alcune carenze di forniture mediche e persino "letti ospedalieri insufficienti", cose a cui oggi stiamo assistendo nell'attuale crisi epidemica.

"Anche i paesi più industrializzati avranno letti ospedalieri insufficienti, mancanza di attrezzature specializzate come ventilatori polmonari e prodotti farmaceutici per trattare adeguatamente le loro popolazioni durante la pandemia."

Ancora un'altra singolare previsione nella nota ha sottolineato la rivalità globale per ottenere un vaccino, poiché in diversi paesi è in corso una corsa contro il tempo per sviluppare nuovi farmaci e, secondo alcuni resoconti nei quali Donald Trump avrebbe offerto a ricercatori tedeschi ingenti somme di denaro per i diritti esclusivi di un vaccino.

Non c'è stato un commento ufficiale sul documento da parte del Pentagono.

Questa notizia arriva in una situazione di grave scarsità di forniture mediche negli Stati Uniti poiché i governatori statali affermano che le loro richieste di più maschere e altre attrezzature mediche vengono ignorate, costringendo gli stati a competere tra loro per le forniture critiche.

"Questo avrebbe dovuto essere uno sforzo coordinato da parte del governo federale ... È un selvaggio West là fuori ... In effetti stiamo pagando troppo (per le forniture) a causa di questa concorrenza", ha dichiarato il governatore dell'Illinois JB Pritzker sullo "Stato dell'Unione della CNN".

La scorsa settimana Donald Trump ha sollecitato General Motors e Ford su Twitter ad accelerare la produzione di ventilatori per i pazienti COVID-19.

​Gli Stati Uniti hanno più di 432.000 casi confermati di COVID-19 e oltre 14.800 decessi dovuti alla malattia, secondo i dati pubblicati dalla Johns Hopkins University.

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