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Consigliere per il Commercio avvertì Trump già a gennaio dei rischi del Covid-19

© REUTERS / TOM BRENNERPresidente degli USA Donald Trump
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Già a gennaio Peter Navarro aveva ipotizzato che una pandemia in suolo americano avrebbe potuto avere effetti devastanti sia in termini di vite umane che di danni all'economia.

Peter Navarro, il Consigliere per il Commercio del presidente americano Donald Trump, già a gennaio e a febbraio aveva lanciato l'allarme circa i rischi legati alla diffusione del Covid-19, con due rapporti in cui prediceva centinaia di migliaia di morti e possibile perditi per diversi trilioni di dollari per l'economia a stelle e strisce.

A riportarlo è l'edizione odierna del New York Times, facendo riferimento a due documenti pubblicati da Axios lunedì.

Nel primo documento, inviato il 29 di gennaio, Navarro aveva ipotizzato che il coronavirus avrebbe potuto mietere fino a 543.000 vittime tra la popolazione americana, causando danni all'economia per una cifra pari a 5,7 trilioni di dollari.

"La mancanza di un'immunità o di un vaccino lascerebbero gli americani alla mercé del virus in caso di pandemia sul suolo americano", si legge nel rapporto di Navarro, in cui l'esperto invitata l'amministrazione ad implementare un blocco di un anno del traffico aereo da e per la Cina.
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Quasi un mese più tardi Navarro inviò un altro documento, questa volta diretto a Trump in persona, nel quale presagiva una situazione ancora più grave, riferendo che l'epidemia sarebbe potuta costare la vita ad oltre due milioni di persone ed esortando il governo ad investire immediatamente una cifra pari a 3 miliardi per supportare "la prevenzione e la cura".

Stando a quanto riportato dal Times, i documenti sarebbero circolati per settimane negli ambienti governativi della Casa Bianca, dove però si è ritenuto che implementare delle misure troppo restrittive, tra cui il blocco dei collegamenti con la Cina, per un periodo di tempo così esteso sarebbe stato "insostenibile" per il Paese.

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