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Medici di famiglia pronti a chiudere l'ambulatorio: lasciati senza mascherine

© AFP 2021 / Paolo MirandaUn gruppo di infermiere prima del loro turno di notte il 13 marzo 2020 all'ospedale di Cremona, Italia
Un gruppo di infermiere prima del loro turno di notte il 13 marzo 2020 all'ospedale di Cremona, Italia - Sputnik Italia
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Non solo medici di base, ma anche ospedalieri, pediatri e infermieri protestano per la mancanza di Dpi, causa di contagio fra gli operatori sanitari e di creazione di nuovi focolai negli ospedali.

In Italia sono 11.252 operatori sanitari contagiati dal nuovo coronavirus, di questi 5.500 sono infermieri. Il bollettino dei caduti fra i camici bianchi è di oltre 80 medici e 25 infermieri. Morti che si sarebbero potute evitare con l'utilizzo di dispositivi personali di protezione (Dpi) e una opportuna organizzazione dei reparti e del soccorso, attraverso il pre-triage. 

I medici di base adesso protestano e minacciano di chiudere gli ambulatori, se le Asp non consegneranno loro le mascherine, per metterli nelle condizioni di non contagiarsi e di non diffondere il contagio. 

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"Sono passati più di due mesi dalla data di dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, il 31 gennaio. Eppure ancora oggi in particolare i medici di medicina generale, che costituiscono la prima linea nella gestione dei pazienti sul territorio, sono del tutto privi dei più basilari dispositivi di protezione individuale. Siamo stanchi di promesse" fa sapere la Federazione degli Ordini dei Medici.

Dello stesso avviso il segretario generale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti, che avverte di essere pronti alla chiusura dei servizi non essenziali. 

"Pronti a chiudere gli studi - scrive sui social - e a garantire solo i livelli essenziali previsti per legge, faremo l'impossibile per dare risposte ai nostri pazienti, ma solo nei limiti che la legge prescrive in assenza di risposte connesse al senso di Responsabilità dei Funzionari di Stato e della Politica e non certo alla ricerca di salvacondotti per i loro errori"

Scotti punta il dito contro la politica che ha "abdicato" al suo ruolo ponendo le decisioni nelle mani di funzionari che non hanno bisogno del consenso e che mirano solo a "far quadrare i conti". 

"Senza strumenti - continua il segretario generale FIMMG - la pandemia non si affronta, e la situazione peggiorerà se e quando si allenteranno i contenimenti. Tutto ricadrà proprio sulle cure primarie, dove il contagio potrà riprendere il suo corso e creare nuovi focolai. Ma di questo è meglio non parlare, prevalgono i conti. Non siamo intenzionati a contare i nostri morti stando zitti".

 

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