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Coronavirus, Ursula von der Leyen chiede scusa all’Italia a nome dell’Unione Europea

© Sputnik . Aleksej WitwizkijUrsula Von der Leyen
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La presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen chiede scusa all'Italia e agli italiani per l'iniziale miopia su quanto accadeva e quanto dopo è accaduto nel resto dell'Europa.

Ursula von der Leyen si ravvede e chiede scusa all’Italia e agli italiani per l’iniziale miopia su quanto accadeva nel nostro Paese e nessuno voleva vederlo come un problema imminente che avrebbe colpito anche gli altri Paesi europei. Sottovalutazione che sta costando purtroppo caro alla Spagna.

“Siamo testimoni dell’inimmaginabile”, ha scritto la presidente della Commissione Ue, in una lettera rivolta agli italiani e pubblicata dal quotidiano online La Repubblica.

L’Italia fonte di ispirazione

Dopo le scuse arriva l’elogio.

“Ma il paese colpito più duramente, l’Italia, è diventato anche la più grande fonte di ispirazione per noi tutti.”

Riconosce anche il gesto di altruismo dei medici e degli infermieri italiani che in migliaia “hanno risposto alla chiamata del governo e sono accorsi ad aiutare le Regioni più colpite”, prosegue.

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Coronavirus, Ursula von der Leyen chiede scusa all’Italia a nome dell’Unione Europea

Quella generosità che in Europa manca

Una generosità e un altruismo che in Europa mancano in una parte degli Stati membri che alle richieste di attivazione di meccanismi di aiuto comune hanno risposto con un netto no.

Vedasi l’Olanda a cui il presidente Conte si è rivolto rilasciando una intervista ieri ad un quotidiano dei Paesi Bassi.

Le ragioni del no al Mes e lo scontro in atto in Europa

Ieri sera il presidente del Consiglio Giuseppe Conte lo ha spiegato chiaramente durante il suo intervento in cui ha presentato il nuovo Dpcm che estende le attuali misure fino al 13 aprile compreso.

Durante l’ultima riunione dei capi di governo europei c’era chi continuava ad insistere sul Mes, “ci si affannava a parlare del Mes”, rivela Conte. ma la risposta di Conte è stata che il Mes “è uno strumento del tutto inadeguato per far fronte a questa emergenza”.

E il presidente del consiglio spiega il perché è inadeguato.

“È uno strumento nato in un altro contesto, con altre logiche, con vecchie regole. Nato per accompagnare singoli stati che sono in tensione finanziaria verso percorsi anche virtuosi, verso l’uscita da queste situazioni di tensione finanziaria. È uno strumento nato per shock asimmetrici, noi stiamo attraversando uno shock, uno tsunami, una sfida di portata epocale, che ci sfida su sistemi economici e sociali che non hanno nulla a che vedere con shock asimmetrici.”

Ed ha concluso:

“Ho detto ai colleghi non mi riproponete questo Mes, con queste regole, perché non ha assolutamente nessuna considerazione ai miei occhi e agli occhi del mio Paese.”
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