Fermo attività: Chanel rinuncia alla cassa integrazione e paga di tasca propria i dipendenti

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Chanel Italia ha annunciato che per la propria azienda non accederà allo strumento di Cassa integrazione per i propri dipendenti, come atto di responsabilità sociale per non pesare sui conti pubblici.

La casa di moda del lusso francese ha deciso di non utilizzare il sistema di sostegno pubblico fornito dall'Italia con il decreto Cura Italia riguardante la Cassa integrazione fruibile dalle aziende italiane. Di fatto l'azienda, nelle prossime 8 settimane, provvederà autonomamente agli stipendi dei propri dipendenti.

"L’obiettivo è di non pesare sui conti pubblici, in modo che lo Stato italiano possa sostenere, in via prioritaria, le aziende più vulnerabili, e, naturalmente, concentrare le sue risorse sul sistema sanitario, il personale medico e tutti gli organismi preposti al soccorso delle persone" ha dichiarato il gruppo francese.

Roveda, Gensi, Samanta, Global DC Chanel Coordination Srl Vittuone e Chanel Coordination Srl Osmannoro si impegnano a fornire per 8 settimane l'integrità degli stipendi dei 750 dipendenti dell'azienda. Il gruppo francese del lusso ha inoltre effettuato donazioni nei confronti di alcune strutture sanitarie, come contributo per tutti gli operatori in prima linea del settore medico.

Altre aziende si sono occupate di contribuire, in un modo o nell'altro, per aiutare la popolazione italiana a contrastare l'epidemia di Coronavirus. Numerose aziende di moda hanno riconvertito la propria linea di produzione per creare sistemi di protezione individuale come mascherine, camici e copricapi.

 

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