Ue, i paesi colpiti dal COVID-19 chiedono solidarietà, ma l'Olanda chiede che si indaghi su di loro

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Bufera sul ministro delle Finanze olandese che chiede alla commissione europea un'indagine sulle riserve dei Paesi colpiti dall'epidemia che hanno chiesto i coronabond. "Ripugnante" è stato il commento del premier socialista portoghese, mentre su wikipedia arrivano le accuse di "fascista" e "clown".

La commissione europea dovrebbe indagare sui Paesi che hanno richiesto i coronabond per accertare le ragioni per cui non hanno "abbastanza spazi di bilancio" per superare l'impatto economico della crisi. Queste sono le parole che avrebbe pronunciato il ministro delle Finanze olandese, Wopke Hoekstra, durante la teleconferenza dell'eurogruppo il 26 marzo. Parole che hanno scatenato l'indignazione dei leader europei e una bufera sui social. 

"Questa affermazione è ripugnante nel quadro dell'Unione Europea. E questa è precisamente il termine esatto: ripugnate". Così ha tuonato il premier socialista portoghese, visibilmente irritato, che ha poi aggiunto:"Non c'è tempo per sentire cosa dicono i ministri delle finanze dell'Olanda, dopo che li abbiamo ascoltati nel 2008, 2009, 2010 e via dicendo".

Indignazione anche dalla Francia, mentre la ministra degli Esteri spagnola, Arancha González, ha affidato il suo sfogo ai social. 

"Stiamo tutti sulla stessa nave europea. Abbiamo investito un iceberg. Adesso tutti corriamo gli stessi rischi. Non c'è tempo per discutere di presunti passeggeri di prima o seconda classe. Non è il momento di defraudare i nostri cittadini", ha scritto la Gonzalez in un tweet.

​Le proteste hanno raggiunto i social e persino i Wikipedia. Per alcune ore, nella pagina di Hoekstra sono comparse le parole "fascista" e "clown", scritte per indignazione ma sparite poco dopo. 

Lo scontro è avvenuto durante la discussione sugli strumenti finanziari da adottare. Discussione che sta dividendo di nuovo l'Europa in due. Un'Europa mediterranea (Spagna, Italia, Francia, Portogallo), la più colpita dalla pandemia, che chiede solidarietà e nuovi strumenti dinnanzi ad una nuova emergenza che non è dovuta a cause economiche, e i paesi del Nord, principalmente Germania, Olanda e Austria, che puntano sul rigore dei conti. 

Il risultato è che dinnanzi ad una emergenza epocale, il vertice non ha dato nulla di fatto se non maggiori divisioni all'interno di una Ue, che rischia di implodere su se stessa. Le decisioni sugli strumenti finanziari di cui dotare gli stati membri per fronteggiare la crisi economica da un lato e la pandemia dall'altro, sono state rimandate di due settimane.

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