Coronavirus, Brusaferro (Iss): "Bisognerà convivere per mesi con le restrizioni antivirus "

© REUTERS / Daniele MascoloUna donna vista sul balcone con la bandiera italiana con la scritta "tutto andrà bene" a Milano
Una donna vista sul balcone con la bandiera italiana con la scritta tutto andrà bene a Milano - Sputnik Italia
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Rallentata la velocità dei contagi a partire dal 19-20 marzo, ma ancora la curva deve raggiungere il suo punto di massimo che porterà a una inversione del trend. Probabile ulteriore proroga delle misure di restrizione.

Va cauto Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto Superiore della Sanità, nel fare previsioni. 

"Non abbiamo raggiunto il picco e non lo abbiamo superato, per ora abbiamo segnali di rallentamento". Lo ha detto durante una conferenza stampa dell'Iss in streaming.

Anche se "negli ultimi giorni, a partire dal 19-20 marzo, per il numero dei nuovi casi, la curva sembra, e ripeto sembra, attenuarsi nella sua ascesa", ancora non c'è un'inversione di tendenza. "Non dobbiamo illuderci - sottolinea Brusaferro - sul fatto che un rallentamento della diffusione ci porti a rallentare le misure di distanziamento sociale che noi abbiamo adottato. Ci sono aree del Paese dove la circolazione del virus è forte. In Lombardia, una parte del Piemonte e del Veneto".

Brusaferro resta vago sui tempi. Il picco "potrebbe arrivare a giorni". Le misure di distanziamento potrebbero slitarre oltre il 3 aprile, e in ogni caso l'emergenza coronavirus durerà e ci vorrà del tempo per tornare alla normalità, per evitare un ritorno dell'epidemia. 

"L'emergenza coronavirus non sarà risolta domani o tra due settimane: dovremo immaginare alcuni mesi in cui dovremmo stare molto attenti e adottare quelle misure per fare in modo che la curva non riparta", puntualizza Brusaferro. 

Inoltre va data la priorità alla protezione degli operatori sanitari, "in questa fase il bene più prezioso per contrastare l'infezione e garantire una assistenza adeguata. Ma anche gli operatori delle ambulanze, dei pronto soccorso, quelli che lavorano per garantire i collegamenti tra i vari servizi. In una prima fase c'è stato un picco di esposizione legato alla novità e all'onda massiva di casi".

In queste categorie c'è stata un'accelerazione dei contagi. Inoltre bisogna proteggere le Rsa, troppo spesso trasformate in focolai. "Concentrano persone per definizione fragili o anziane. Sono presenti in tutto il territorio, dove lavorano operatori che corrono gli stessi rischi degli altri, bisogna focalizzare l'attenzione".

 

 

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