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Coronavirus, da Pisa la sperimentazione di mascherine fatte con la stampante 3D

© Sputnik . Alessandro RotaL'epidemia del coronavirus in Italia
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La stampante 3D come soluzione alla carenza di mascherine. L'idea è del medico Paolo Parchi, ortopedico nell'Ospedale Cisanello di Pisa, che ora sta lavorando alla realizzazione delle mascherine con il team di Endocas.

L'idea è venuta a Paolo Parchi, ortopedico nell'Ospedale Cisanello di Pisa, il quale a causa di un raffreddore si trova al momento lontano dall'ospedale e impossibilitato ad aiutare i propri colleghi: scheletri fissi di mascherine salvavita, stampabili in 3d in tutti gli ospedali italiani, e in tessuto filtrante intercambiabile.

In questo momento sono a lavoro Parchi insieme al team di ingegneri e professionisti di informatica, economia e medicina di Endocas, il Centro di Eccellenza dell'Università di Pisa e dell'Aoup, l'Azienda Ospedaliero-Universitaria pisana.

"Servono mascherine filtranti per gli operatori sanitari ormai sono merce rara. Quelle chirurgiche non sono abbastanza protettive. L'OMS raccomanda per medici e infermieri le FFPP 2 e 3, ma sono introvabili perché la richiesta è aumentata assieme all'uso improprio", ha spiegato al giornale La Nazione il medico pisano.

Paolo Parchi insieme all'appello effettuato tramite i social sulla donazione di mascherine, ha pensato alla creazione di una mascherina innovativa che possa velocemente andare incontro al bisogno di questo presidio. L'idea, da sviluppare insieme al team di ingegneri e professionisti informatici, è quella di sviluppare uno scheletro, in materiale morbido o rigido, stampabile in 3D con le stampanti di cui moltissimi ospedali italiani sono dotati. 

"Efficacia e durata delle mascherine filtranti sono di circa 8 ore, questo vuol dire che gli operatori sanitari devono cambiarle spesso, ma il fatto che scarseggino spinge molti a continuare a usarle sovrapponendo quelle chirurgiche. L'effetto non è lo stesso e il rischio del contagio non è escluso", ha continuato il medico pisano.

Il team è alla ricerca del materiale adatto, un tessuto filtrante, che poi potrà essere applicato su questi scheletri e intercambiabile ogni volta che sia scaduto il tempo di efficacia del filtro. La realizzazione di questo progetto permetterebbe la creazione in loco di mascherine per gli ospedali.

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