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Immigrati "truccati" e spediti in Svizzera e GB: arrestati due ex dipendenti provincia Palermo

CC0 / Pixabay.com / Carabinieri
Carabinieri - Sputnik Italia
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I carabinieri di Genova hanno smantellato un'organizzazione criminale dedita al traffico di immigrati clandestini, aggravata dalla transnazionalità.

Immigrati clandestini truccati per assomigliare alle foto dei documenti falsi, albergatori compiacenti che li accoglievano presso le proprie strutture, nel loro passaggio dall'Albania a Svizzera e Gran Bretagna, loro destinazioni finali: una vera e propria organizzazione criminale, funzionante come un'agenzia di viaggi, per favorire gli spostamenti di persone entrate illegalmente in Italia, è quanto è emerso dalle indagini dei carabinieri di genova. 

Sono quarantanove le persone indagate, otto le misure cautelari predisposte in carcere e 18 provvedimenti restrittivi di divieto di dimora. Per tutti l'accusa è quella di associazione a delinquere finalizzata all'immigrazione clandestina aggravata dalla transnazionalità.  

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L'inchiesta, partita da una rapina in un centro scommesse di Genova, ha portato il nucleo carabinieri del capoluogo ligure, guidati dal comandante Michele Zitiello, a smantellare l'organizzazione che organizzava il transito dei clandestini, provvedendo a ogni dettaglio, dalla fabbricazione dei documenti falsi, alle varie fasi del viaggio. Il gruppo faceva base a Genova ma aveva la propria attività anche a Palermo, Savona, Imperia.

A capo della banda due albanesi finiti in manette, Eduart Theodhori, 39 anni, e Azen Shehaj, 41. Arrestati anche Giuseppina Lanzo, genovese di 44 anni, Arjana Metaliaj, albanese di 38 anni, e altri due siciliani, Alessandro e Gaetano Girgenti, di 51 e 36 anni. 

I clandestini si spostavano dall'Albania a Genova o a Palermo, dove venivano truccati per somigliare alle foto del documento identificativo e portati in auto oltre il confine. Erano due ex dipendenti della provincia sicilia ad occuparsi del travestimento: per il loro "lavoro" ricevevano uno stipendio di 4.000 euro. 

I migranti invece dovevano pagare un "biglietto" di 12mila euro all'organizzazione, per poter usufruire di tutti i "servizi" di viaggio, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti della Dda. I carabinieri hanno accertato almeno 30 passaggi per un totale di 360mila euro. 

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