Crocifissi anti-coronavirus, a Casalmaggiore provano a scacciare Covid-19 con la preghiera

CC0 / Pixabay / Il frammento del crocifisso
Il frammento del crocifisso - Sputnik Italia
Seguici suTelegram
A Casalmaggiore don Claudio Rugabotti, per scacciare il nuovo coronavirus, ci prova con l'esposizione in chiesa del Crocifisso miracoloso. Un angolo di preghiera precisa.

A Casalmaggiore in provincia di Cremona, Don Rugabotti ci prova anche con la fede e la preghiera a “scacciare” il nuovo coronavirus. All’ingresso del Duomo di Santo Stefano il religioso ha collocato un antico Crocifisso risalente al 1676 e portato lì da padre Francesco da Modena. Un crocifisso ritenuto miracoloso e che fu esposto anche durante la diffusione della peste e durante le alluvioni del fiume Po.

Non un tentativo di sostituirsi ai medici e alle raccomandazioni degli esperti, i quali consigliano di evitare i contatti stretti e di restare ad almeno un metro di distanza l’uno dall’altro. Solo il tentativo di sostenere, con la preghiera, la popolazione in questa situazione che da emergenza sanitaria si è trasformata in emergenza economico-sanitaria, spiega il sacerdote.

“Per i credenti la fede passa da questo senza pensare di sostituirsi alla medicina e al grande lavoro dei medici in questi giorni”, dice don Claudio Rugabotti al quotidiano online OglioPoNews.it.

Niente messe nella chiesa di Santo Stefano

Come da disposizioni anche nella chiesa di Santo Stefano di Casalmaggiore non si celebrano messe, quindi il crocifisso allestito all’ingresso, con accanto il libro delle letture del giorno, vuole essere un aiuto e uno stimolo alla preghiera per la comunità di fedeli del paese.

Don Claudio come Don Camillo?

Chi ricorda la scena in cui “Don Camillo” benedice il fiume Po e prova così a fermarlo poco prima della grande e drammatica piena del 1951?

Ad alcuni, questa iniziativa, ha ricordato molto quella scena.

Notizie
0
Per partecipare alla discussione
accedi o registrati
loader
Chats
Заголовок открываемого материала