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Persi i contatti con dipendenti di Sputnik Turchia dopo essersi rivolti alla polizia

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Tre impiegati di Sputnik Turchia non hanno contatti con la redazione dalla scorsa notte dopo essersi recati a una stazione di polizia per testimoniare dopo l'aggressione subita.

Sabato 29 febbraio, intorno alle 22:30 - 23:00, ora di Mosca, persone sconosciute hanno tentato di entrare nell'appartamento dei giornalisti ad Ankara. Hanno gridato slogan, insulti e minacce nazionalisti e hanno cercato di spalancare le porte.

"Dei mostri hanno fatto irruzione nelle abitazioni dei nostri tre impiegati ad Ankara ora (!), gli hanno minacciati, gli hanno urlato di essere traditori della madrepatria, perché lavorano per i russi", ha dichiarato la direttrice di Sputnik ed RT Margarita Simonyan su Twitter.

Gli aggressori sono fuggiti prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. I giornalisti si sono recati presso la polizia per denunciare l'accaduto.

L'aggressione

L'aggressione allo staff di Sputnik ad Ankara si è verificato alle 22:30 circa sabato, ora locale, con gruppi di almeno 10 persone che hanno tentato di buttare giù le porte degli appartamenti e di assalire le case dei giornalisti.

Secondo quanto riferito, gli assalitori hanno urlato canti nazionalisti tra cui "Turchia per i turchi", "La patria è indivisibile", mentre minacciavano e insultavano gli impiegati di Sputnik, definendoli "traditori" e "spie russe".

In seguito all'incidente, Margarita Simonyan, direttrice di Sputnik ed RT, ha chiesto come gli aggressori abbiano potuto ottenere gli indirizzi di casa del personale dell'agenzia.

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