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Libia calcola una perdita di oltre 2 mld per fermo industria petrolifera

© AFP 2021 / Mahmud TurkiaProduzione petrolio in Libia
Produzione petrolio in Libia - Sputnik Italia
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La National Oil Corporation (NOC) libica ha reso noti i dati sulle perdite provocate dalla riduzione dell’export del petrolio, dovuta al blocco dei porti e alla chiusura dei giacimenti.

"Dal 24 gennaio le perdite correlate alla chiusura dei porti e degli impianti petroliferi hanno superato i 2,1 miliardi di dollari. Fino a domenica scorsa, la produzione era al livello di circa 122.000 barili al giorno", si legge in una nota diffusa dalla compagnia petrolifera libica.

In data 5 febbraio nel paese sarebbero stati prodotti 181.000 barili al giorno in confronto agli 1,04 milioni di barili al giorno del 18 gennaio. La NOC aveva in precedenza avvertito che nel caso i porti rimangono chiusi il livello di produzione potrebbe scendere a 72.000 barili al giorno.

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La nota della compagnia petrolifera libica fa notare anche il fatto che a Tripoli e dintorni, nonché al sud del paese, si proclami la mancanza di forniture del greggio per via della situazione di sicurezza instabile nelle zone. Pertanto, le forniture di greggio alle regioni orientali e centrali vengono effettuate in quantità sufficienti per soddisfare le esigenze dei cittadini.

Lo scorso 18 gennaio la compagnia petrolifera libica aveva annunciato lo stato di emergenza a causa della sospensione delle forniture di greggio in diversi porti libici dovuta al blocco imposto dalle forze leali a Khalifa Haftar.

La guerra in Libia

Al momento in Libia sono attivi due governi: il GNA di Faez al Serraj, sostenuto dall’ONU e dall’UE a Tripoli, ed il governo di Abdullah al-Thani, sostenuto dall’LNA, comandato dal maresciallo Khalifa Haftar. Il 4 aprile 2019 il maresciallo Khalifa Haftar ha ordinato alle sue forze di lanciare un’offensiva contro la capitale per "liberarla dai terroristi".

Le unità armate fedeli al governo di Tripoli hanno annunciato l'inizio dell'operazione di risposta "Vulcano di rabbia". Secondo l'OMS, il bilancio delle vittime negli scontri ha superato le 450 persone, mentre sono più di 2100 i feriti.

 

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