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Pechino sull'espulsione di tre giornalisti WSJ: media che diffamano la Cina devono pagare

© REUTERS / Jason LeePechino, Cina
Pechino, Cina - Sputnik Italia
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L'espulsione dei giornalisti arriva dopo che un articolo di Walter Russell Mead che ha suggerito che il governo cinese "stia cercando di nascondere la vera scala" dell'epidemia di coronavirus COVID-19.

Il ministero degli Esteri cinese ha dichiarato giovedì, riguardo la revoca delle credenziali stampa dei giornalisti del WSJ, che i media che diffondono discriminazione razziale e che diffamano il paese devono "pagarne il prezzo".

Commentando il motivo per cui Pechino agisce contro dei giornalisti non coinvolti nella pubblicazione dei controversi articoli, il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang ha sottolineato che la Cina non è interessata alla suddivisione dei lavori al Wall Street Journal.

"Esiste solo un'agenzia media chiamata WSJ (Wall Street Journal), che deve essere responsabile di ciò che ha detto e fatto", ha affermato.

La mossa arriva dopo che Washington ha designato 5 media cinesi come agenti del governo della Cina, richiedendo loro di registrare i propri dipendenti e le proprietà degli Stati Uniti presso il Dipartimento di Stato. L'elenco comprendeva la Xinhua News Agency, la China Global Television Network, la China Radio International, la China Daily Distribution Corporation e l'Hai Tian Development USA.

Il segretario di Stato Mike Pompeo ha affermato che la designazione era "attesa da tempo", definendo i media in questione "portavoce del Partito comunista cinese".

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