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Coldiretti, allarme siccità in Italia: Fiumi e laghi italiani come d’estate

© AP Photo / Luca BrunoMaltempo in Italia, il fiume Po
Maltempo in Italia, il fiume Po - Sputnik Italia
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Emergenza siccità in tutta Italia. Coldiretti lancia l'allarme e avverte che fiumi e laghi sono agli stessi livelli idrici dell'estate. Se continua così sarà vera emergenza acqua in tutta Italia.

La situazione descritta dal rapporto Coldiretti è molto preoccupante, il fiume Po è talmente basso da potersi equiparare ai livelli che fa registrare in piena estate, ma anche i pochi grandi laghi italiani sono in evidente sofferenza.

Il fiume Po, al Ponte della Becca, è di -2,4 metri la stessa rilevazione che di solito si ottiene a metà agosto.

Il lago di Como è al 25% del livello di riempimento e il lago d’Iseo al 28%.

Il grande caldo di queste settimane, accompagnate alla scarsa caduta di pioggia ci ha condotti ad un “inverno bollente” denuncia Coldiretti. Le temperature di periodo sono sopra la media di 1,65 gradi, ma la percezione è che si sia andati ben oltre.

Convocato l’Osservatorio sulle crisi idriche

L’Autorità distrettuale di bacino del Po ha convocato per il 6 di marzo l’Osservatorio sulle crisi idriche per valutare la situazione. Non vi sono precipitazioni in vista e la persistente situazione di caldo anomalo potrebbe portare all’ulteriore riduzione del 20% dei livelli idrometrici.

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Sud a rischio siccità, Coldiretti lancia l'allarme

Centro Sud in grande affanno

La siccità colpisce nel Centro Sud ancora più duramente. In Puglia è già scattato l’allarme siccità, dove la disponibilità idrica è dimezzata negli invasi rispetto alle rilevazioni dello scorso anno.

In Umbria l’Osservatorio Ambi ha rilevato un calo delle piogge del -75% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

In Basilicata mancano 2/3 delle risorse idriche rispetto allo stesso periodo del 2019.

Nel basso Molise potrebbero non germogliare i cereali a causa dei terreni secchi.

Anche in Sicilia e in Sardegna si segnalano forti criticità idriche.

Il timore per le api

Il caldo anomalo ha ingannato 50 milioni di api che, richiamate dal caldo, sono ritornate attive ed hanno iniziato il lavoro di raccolta del nettare. Ma la falsa primavera potrebbe portare allo sterminio di gran parte delle api se improvvisamente dovesse tornare il freddo.

Una situazione delicata quest’ultima non solo per il settore del miele, ma in generale per l’agricoltura, perché lo squilibrio potrebbe comportare la mancanza di api impollinatrici con conseguenti ingenti danni per il sistema agricolo del Paese.

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