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Divieto di alienazione dei territori russi. Reazione dall’Italia

© Foto : fornita da Eliseo BertolasiStefano Valdegamberi
Stefano Valdegamberi - Sputnik Italia
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Il presidente russo Vladimir Putin ha incontrato giovedì 13 febbraio il gruppo di lavoro per preparare gli emendamenti alla Costituzione della Federazione Russa.

Si tratta di riforme introdotte in vista della scadenza del suo mandato al Cremlino in programma per il 2024. Fra i temi toccati il divieto di alienazione dei territori russi.

Oltre a ribadire la posizione sulla famiglia naturale e sul matrimonio fondato da un uomo e una donna, durante la riunione si è parlato anche di un articolo che riguarderebbe il divieto di alienazione dei territori russi.

La proposta è arrivata dall’attore e regista Vladimir Mashkov, secondo il quale in futuro altri Stati potrebbero avere la possibilità di sottrarre territori russi come la Crimea, le Isole Curili o Kaliningrad. Il presidente Putin ha accolto con positività la proposta passandola ai servizi legali per la stesura ufficiale del testo.

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Sputnik Italia ha raggiunto per un commento in merito Stefano Valdegamberi, consigliere regionale della Regione Veneto. Proprio il Veneto infatti, su iniziativa di Valdegamberi, fu la prima regione italiana a riconoscere la Crimea come territorio integrante della Federazione Russa.

“È una scelta sovranista di un Paese che tutela i propri territori. Non ci vedo nulla di strano. La storia della Crimea è ben chiara. La Crimea è stata oggetto di un intervento internazionale a gamba tesa per motivi di strategia geopolitica. C’era l’interesse di mettere una spina nel fianco nelle costole alla Russia attraverso l’influenza sull’Ucraina e sulla Crimea. Kiev è stata a questo gioco.

Le motivazioni oggettive e storiche dicono che la Crimea è Russia, c’è stato un referendum attraverso il quale il popolo della Crimea ha detto che vuole ricongiungersi alla Russia. Si tratta di volontà popolare, anche se non riconosciuta nell’ambito internazionale. Anche qui i riconoscimenti valgono a giorni alterni: quando convengono si riconoscono subito, quando i referendum non convengono a qualcuno non si riconoscono.

In Crimea vive gente russa che parla russo, ci sono i fatti storici, c’è la volontà popolare. Esistono mille ragioni per cui la Crimea sia parte integrante della Federazione Russa. Una volta fissato questo principio nella Costituzione non si discute più in merito. La partita sulla Crimea è chiusa. Probabilmente gli Stati Uniti e l’Europa useranno la questione Crimea come elemento di trattativa, ma io sono convinto che questa partita sia chiusa. Lo pensa anche chi dice che la Crimea è stata invasa dai russi”.

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